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15 agosto
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1758. La festa dell’Assunzione a Pagani.

1758. La festa dell’Assunzione a Pagani.

Nel giorno dell’Assunzione della Madonna, nell’anno 1758, i Padri Redentoristi di Pagani organizzarono una festa letteraria in onore della Beata Vergine Maria.
S. Alfonso lesse, da parte sua, tra gli applausi di tutti, una Canzoncina in dialetto napoletano. Questa poesia di ingenua semplicità era intitolata: A Maria nostra Madre diventata in questo giorno Regina del Paradiso. Il Santo cantava il trionfo di Maria e la confusione del principe dell’abisso che non osa sollevare la testa per paura di vedere la Donna accanto a suo Figlio.

Un anno dopo, in questa stessa festa dell’Assunzione, S. Alfonso, felice e fiero del trionfo della Madre sua, diceva ai membri della sua comunità: “Come sarà bello contemplare Maria in tutto il suo splendore! Voglio amarla molto per ammirarla nel Paradiso”.
E poi aggiungeva: “Chi di noi avrà la fortuna di morire in un giorno dedicato a Maria?” –  Rispose il P. Saccardi: “Vostra Paternità, certamente”. – S. Alfonso lo guardò con un sorriso che significava: “Oh! se voi diceste il vero!”
P. BERTHE, Vita di S. Alfonso, I, 689.

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1715. S. Alfonso all’ospedale degli Incurabili. 

Due anni dopo aver ricevuto la laurea in diritto, Alfonso passò dalla Congregazione dei Giovani Nobili a quella dei Dottori, diretta dai preti dell’Oratorio; fu ammesso il 15 agosto 1715. Aveva allora diciannove anni.
I membri di questa devota associazione, animati dallo zelo dei figli di S. Filippo Neri, operavano un grande bene. Alfonso ne osservò le regole con la più fedele esattezza; assisteva ogni domenica coi suoi colleghi agli uffici divini, e assolveva tutti gli atti di pietà che erano loro prescritti. Uno dei principali era la visita agli ammalati.
Alfonso si portava con sollecitudine negli ospedali, asili di tutte le miserie umane; aveva sotto gli occhi lo spettacolo della morte rinnovato senza fine; nel servizio dei malati, superava tutte le ripugnanze della natura; lo si vedeva, in abito di avvocato, portarsi, così come i suoi colleghi, al capezzale dei malati, indirizzare a loro parole consolanti, soccorrerli nelle loro infermità, rifare i loro letti, offrire loro cibi, medicine e le cure che esigevano il loro stato, e tutto con tale bontà, sollecitudine e serenità, perché vedeva in essi la persona stessa di Gesù Cristo.
VILLECOURT, Vita di S. Alfonso, I, 20.

Il giovane avvocato Alfonso de Liguori all’ospedale degli Incurabili (disegno di Vittoria Romeo).

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1904. Decreto di Pio X che promulga l’autenticità dei miracoli proposti per la canonizzazione del Beato Gerardo Majella e dichiara che “tuto procedi posse” alla canonizzazione del Beato.

Ecco i due miracoli:

  • 1 ° –  Nella diocesi di Liége, nel 1896, Valeria Boerts era in agonia in seguito ad una febbre tifoide complicata da meningite: la guarigione fu completa e veloce, dopo un voto fatto al Beato.
  • 2° – Nello stesso periodo, l’applicazione delle reliquie del Beato Majella guarisce istantaneamente Vincenzo Di Geronimo, giovane di 15 anni, studente al seminario di Canzano, afflitto da una pleurite all’ultimo stadio.

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IN MEMORIAM 

P. Alexandre Caillot. Gannat, 1905.
Nato il 12 febbraio 1831 a Jouy-sous-les-côtes (Meuse), il P. Caillot, ancora giovane, manifestava grandi disposizioni per la vita apostolica. Entrato in. la Congregazione, si dedicò al ministero della predicazione con grande successo per quarantasette anni. Esercitò importanti incarichi in tutte le comunità dove fu assegnato.
La sua pietà, come la sua osservanza regolare, era notevole, sia in missione che in casa. Aveva un grande amore per i suoi fratelli, per la Congregazione e la santa povertà. Non contento di dedicarsi al bene delle anime ed al servizio della sua Congregazione, il P. Caillot si ricordava di essere figlio della Lorraine.
Nel 1870, mise a rischio la sua vita per soccorrere sui campi di battaglia i difensori della Francia. Perciò i suoi capi riconobbero ufficialmente i suoi meriti e gli conferirono la medaglia e la croce di bronzo. Ma la medaglia doveva avere il suo rovescio: non ci si fermò a cacciarlo dal suo convento all’epoca dell’esecuzione della legge del 1901.
La bontà sembrava essere il carattere distintivo del P. Caillot. I preti che frequentarono la casa di Gannat non dimenticheranno mai la fine affabilità con la quale li riceveva. A lui si rivolgevano le simpatie numerose e cordiali. Quante anime ha guidato, consolato ed incoraggiato nella strada della perfezione!
Due mesi di grandi sofferenze vennero a preparare la sua entrata al cielo. Morì il 15 agosto, alle prime ore del bel giorno dell’Assunzione, dicendo: “Muoio contento, ben contento, molto contento nella Congregazione”. – Qui pronus est ad misericordiam, benedicetur. Eccli 31-28.
Professione: 1 maggio 1853.
Ordinazione sacerdotale: 16 agosto 1857.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
UMILTÀ = 15 agosto
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Agosto 15, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Memoriale calendario, Profili biografici
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