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20 maggio
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1909. Celebrazione della canonizzazione di S. Clemente Maria Hofbauer.

1909. Celebrazione della canonizzazione di S. Clemente Maria Hofbauer.

Il 20 maggio 1909, giorno dell’Ascensione del Signore, ebbe luogo la cerimonia della canonizzazione di S. Clemente, essendo sommo pontefice Pio X.
Centocinquanta Redentoristi erano presenti intorno allo stendardo di San Clemente. Dopo la cerimonia e le preghiere di rito, il Papa si alza e nel solenne silenzio dei presenti «per l’autorità di Cristo, degli apostoli e per la nostra» decreta e dichiara che San Clemente Maria Hofbauer è Santo; lo iscrive nel catalogo dei Santi e fissa il giorno in cui ogni anno si celebrerà la sua memoria.
Ormai possiamo pregarlo e dire:
“O Dio che hai beneficato San Clemente Maria di una fede eroica e di una costanza invincibile, degnati, ti preghiamo, per i suoi meriti e i suoi esempi di renderci saldi nella fede, ferventi nella carità per ottenere la ricompensa eterna”.

20 maggio 1909, Ascensione del Signore – Clemente Hofbauer viene proclamato santo. – I giornali del tempo posero in risalto i meriti del nuovo Santo: “C’è la grandezza del lavoro in tutte le aree di vita, c’è la forma della parola scritta e la forza della stampa, c’è la serietà di risolvere la questione sociale, c’è il potere della carità”. (foto da Scala CSSR Bollettino numero speciale, 8 giugno 2009).

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IN MEMORIAM

P. Joseph Bourgoin. Contamine-sur-Arve,1865.
Il P. Joseph Bourgoin nacque il 19 febbraio 1808 a Danjoutin (Haut-Rhin). Orfano del papà, fu educato dalla mamma, donna di grande virtù. Iniziò gli studi letterari nella Vandea presso lo zio Trappista, che gli inspirò il gusto della vita religiosa. Ma egli, preferendo l’azione alla contemplazione, domandò l’ammissione nella Congregazione al P. Schöllhorn, superiore di Bischenberg.
Gli studi teologici furono coronati da grande successo. Ordinato sacerdote, divenne ardente missionario.
Il P. Bourgoin, pur non possedendo le qualità del predicatore, possedeva le virtù del vero religioso Redentorista; con il buon esempio contribuì molto al successo dei lavori apostolici. Nominato Padre Maestro a Bischenberg, poi Rettore della casa, fu il fedele custode delle Regole e Costituzioni per sé e per gli altri; impiegò grande zelo per far predicare la missione nella diocesi di Strasburgo e anche nel Ducato di Baden con l’aiuto di missionari di Friburgo.
Nominato Rettore della casa di Contamine, che era stata da poco fondata, riuscì con i suoi sforzi e la sua abnegazione a regolarizzare la parte materiale della casa e a porre termine alle difficoltà suscitate da coloro che avevano venduto questo antico monastero.
Infine liberato dall’incarico di superiore, il Padre Bourgoin rientrò con gioia nel rango di semplice soggetto. Lo studio e la preghiera furono la sua occupazione. La delicatezza di coscienza ne aumentò gli scrupoli per cui non fu in grado di esercitare il ministero apostolico.
Per il resto era un esempio perfetto; nessun membro di comunità l’ha visto trasgredire volontariamente il minimo punto di Regola; mai si è notato in lui mancanza di carità.
Una perniciosa erisipela lo portò alle porte della tomba;poi si manifestò una bronchite acuta che ne causò la morte. – «Quam bonus Israël Deus, his qui recto sunt corde». Ps 72.
Professione: 24 novembre 1826.
Ordinazione sacerdotale: 18 settembre 1830.

Bischenberg, Francia. foto storica – L’altare della chiesa addobbato per la festa della Madre dei sette dolori, la Mater dolorosa. – In questa chiesa il P. Bourgoin dedicò le sue migliori energie (foto in AGHR).

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P. Henri Dubaele. Lille,1868.
Nato a Merris, diocesi di Cambrai, il 1° agosto 1831 il P. Dubaele entrò nella Congregazione dopo aver esercitato il sacro ministero come vicario di Saint Jean-Cappel.
Inviato a Dunkerque non poté sopportare a lungo il lavoro delle missioni a causa della debole salute. Edificò i confratelli per parecchi anni per la pazienza e la rassegnazione. Del P. Dubaele si può dire in tutta verità che fu amato da Dio e dagli uomini. La serenità della sua anima si riverberava in tutta la persona, nelle parole e nei gesti; lo sguardo era sempre atteggiato a soave modestia: tutto questo attirava e rendeva più buoni.
La volontà di Dio era la sua regola e suprema consolazione. La forza d’animo la trovava nella preghiera. Diceva: “Dio mi dona la grazia di pregare, tutto è nella preghiera”. Soprattutto traeva forza dal santo altare, ove celebrò fino all’ultimo giorno.
Egli diceva ancora: «Un soldato deve combattere fino a che cada». E morendo disse: «Mio Gesù, hai tanto sofferto per me, sono felice di soffrire per te». – «Dilectus Deo et hominibus, cujus memoria in benedictione est». Eccli. 45,1.
Professione: 8 setembre 1859.
Ordinazione sacerdotale: 22 dicembre 1855.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
POVERTA’ = 20 maggio
APRI

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