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31 dicembre
EFFEMERIDI C.Ss.R – * 1750. Vivere secondo la Regola è ottenere una morte da predestinato.

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Memoriale Alfonsiano in fracese-Pdf-Mese di Dicembre

* 1750. Vivere secondo la Regola è ottenere una morte da predestinato.

Nell’ultimo giorno dell’anno, leggeremo con profitto la conclusione del libro d’oro di sant’Alfonso: Avvisi sulla vocazione religiosa. Il Nostro santo Fondatore l’ha composto nel 1750 per i membri dell’istituto.
«Come è bello vedere nella Congregazione anime consacrate senza riserva a Dio, che vivono nel mondo, ma come fuori dal mondo, senza altro pensiero che rendersi gradevoli a Dio!
Nella Congregazione ciascuno deve vivere solamente per la vita eterna. Oh! quale felicità per noi, se adoperiamo i pochi giorni della nostra vita terrestre unicamente per Dio! E vi è tenuto più strettamente chi ha già perso nel mondo buona parte della sua vita. ettiamoci davanti agli occhi l’eternità, ed allora soffriremo tutto con pace e gioia. Rendiamo grazie a Dio che ci dà tante ispirazioni e tanti mezzi per amarlo perfettamente e ci ha scelto tra tanti altri per essere suoi in questa Congregazione, facendoci il dono del suo santo amore.
Affrettiamoci di acquisire tutte le virtù per poter piacere ai suoi occhi, pensando che, come santa diceva Teresa alle sue figlie, con la grazia di Dio abbiamo fatto la scelta più difficile per diventare santi, rinunciando al mondo ed a tutti i suoi beni, in modo che ci resterà la parte più facile per giungere alla santità.
Tengo per certo che Gesù Cristo ha preparato un posto speciale nel paradiso per quelli che muoiono nella Congregazione. Su questa terra saremo poveri, disprezzati, trattati come stravaganti e insensati; ma nell’altra vita, i ruoli saranno cambiati». Per meritare questo “posto molto elevato”, facciamo nostra questa altra sentenza di S. Alfonso: «Non perdiamo la bella corona che vedo preparata per chiunque vive secondo l’osservanza e muore nella Congregazione».
S. Alfonso. Lettera del 8 agosto 1754, e Avvisi sulla Vocazione religiosa. 

“Tengo per certo che Gesù Cristo ha preparato un posto speciale nel paradiso per quelli che muoiono nella Congregazione. Su questa terra saremo poveri, disprezzati, trattati come stravaganti e insensati; ma nell’altra vita, i ruoli saranno cambiati (S. Alfonso).

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IN MEMORIAM

Il servo di Dio Georges Passy. Vienna 1836.
Georges Passy nacque a Vienna il 5 aprile 1784. Il cielo gli concesse di trascorrere l’infanzia e la gioventù con grande innocenza.
Molto portato allo studio delle lettere, Georges pensava di abbandonarlo per dedicarsi al commercio. Nel frattempo ebbe la gioia di incontrare san Clemente e da allora lo scelse come direttore spirituale. Col suo prezioso consiglio, Georges dirigeva con grande saggezza una rivista mensile intitolata ” Rameaux d’oliviers. Poi, temendo di non sapere coniugare la pietà con le occupazioni degli studi, concepì il disegno di abbracciare l’istituto di sant’Alfonso.
Si noti che questo uomo di così vasta erudizione aveva chiesto l’ammissione in qualità di semplice Fratello con l’intenzione di essere, per il resto della vita, un umile servo della Congregazione a Vienna. Eppure era ben corredato: serietà di condotta, ardente pietà, unione intensa con Dio, carità verso il prossimo, calma nella gioia, pazienza nelle pene. Poiché conosceva diverse lingue, fu scelto come segretario di san Clemente.
Non lo si vide mai intrattenersi su cose inutili o vantare i suoi lavori, o manifestare qualche ostentazione di serietà nel suo comportamento e nella sua condotta: umile e semplice, era nemico delle conversazioni futili o troppo lunghe, attento solo ai doveri verso Dio ed a quelli del suo ufficio.
Era penetrato di un grande rispetto per i sacerdoti che ascoltava con il capo chino e nel più modesto contegno. L’amore e la delicatezza nei riguardi degli altri Fratelli laici andava oltre a ciò che era richiesto: infatti mentre tributava loro con carità tutti i favori che poteva, soffriva a sua volta di vedersi servito da loro.
Perciò armonizzava bene insieme stima e benevolenza dei confratelli. Non vi era chi non lo prendesse come modello di virtù; nessuno che non ricercasse il suo consiglio nelle difficoltà o non venisse a cercare in lui consolazione nelle pene.
Intanto, una malattia contratta fin dalla prima gioventù, continuava a minarlo e, di anno in anno, la sua salute declinava velocemente.
Giunto a cinquant’anni, il corpo fu ridotto ad un tale stato di deperimento che nessuno rimedio poteva fare sperare una guarigione. Il 31 dicembre 1836 esalò dolcemente l’anima nelle braccia dei confratelli dopo avere ricevuto il santo Viatico. – «Dedit illi scientiam sanctorum». Sap. 10-10.
Professione: 14 agosto 1825.

Il servo di Dio Georges Passy morto a Vienna nel 1836. Affascinante figura di intellettuale e di regligioso: umile e accogliente. – Quadro nel museo di San Clemente a Vienna.

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Fr. Léon Vandenhrouck. Nava del Rey, 1891.
Il caro Fratello Léon nacque a Lille il 12 settembre 1838. Contrasse matrimonio in questa stessa città; quindi, diventato libero, entrò nella Congregazione un po’ prima della guerra del 1870. Obbligato a seguire l’esercito, la sua pietà gli diede un tale ascendente sui suoi compagni che questi prima del combattimento si raccomandavano alle sue preghiere.
Ritornato sano e salvo dalla guerra, il suo talento musicale e la sua capacità negli affari ne fecero uno dei Fratelli più apprezzati nelle case di Dunkerque e di Avon, dal giorno della sua professione nel 1872 fino all’anno 1880.
In quest’anno fu mandato nella Vice­Provincia della Spagna, dipendente allora dalla Francia, nella casa di Nava del Rey, fondata di recente. Là ebbe gli stessi incarichi che a Dunkerque: portinaio, sagrestano, cantore, organista, rendendo grandi servizi.
Si mostrò sempre religioso esemplare e di una devozione senza limiti. Colpito da influenza nel 1891, uno zelo imprudente lo spinse a suonare l’organo il giorno di Natale. La malattia si aggravò e presto si perse ogni speranza; il 31 dicembre dopo avere ricevuto l’estrema Unzione, si addormentò nel Signore.
Redentorista serio, di solida pietà, di una fedeltà scrupolosa a tutti i suoi doveri, la vita del Fratello Léon fu un modello di virtù e la riconoscenza che si gli deve non si cancellerà tanto presto nei cuori di quelli che l’ha conosciuto. – ” Domine, dilexi decorem domus tuae.” Ps. 25.
Professione: 15 ottobre 1872.

La cucina della Casa redentorista di Nava del Rey in Spagna intorno al 1950.Il fratello coadiutore nella foto certamente avrà tenuto presente l’esempio del generoso fratello Léon Vandenhrouck morto nella stessa Casa ne 1891.(foto in AGHR).

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P. Léopold Marmey. Uvrier, 1919.
Il P. Marmey è nato a Cortili (Ardèche) il 20 novembre 1857 da genitori fondamentalmente cristiani.
Entrato nella Congregazione, diventò professore per alcuni anni, quindi si dedicò al ministero delle missioni nel Sud della Francia. Era un affascinante confratello: la sua allegria era inalterabile; per niente al mondo avrebbe voluto addolorare qualcuno.
Eccellente religioso, amava dare alla sua pietà un tono semplice e fiducioso, moltiplicando le visite al SS. Sacramento e non lasciando mai l’oratorio senza avere salutato l’immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso e quella di sant’Alfonso. Amava anche dare alle sue idee un tono originale e personale. La sana comprensione dei bisogni dei nostri contemporanei fece di lui un religioso completo, dallo spirito aperto, senza smettere di essere tradizionale. A Montauban, dove fu Rettore, aveva la reputazione di sapiente teologo che si poteva consultare.
Colpito da arteriosclerosi, fu mandato ad Uvrier per riposare. La morte il trovò molto preparato. – ” Memor fui Dei et delectatus sum.” Ps. 76.
Professione: 15 ottobre 1877.
Ordinazione sacerdotale: 30 dicembre 1883.

Tra i tanti redentoristi della Comunità di Uvrier che affollano questa foto del 1901 ci sarà anche il P. Léopold Marmey morto nella stessa casa, ma nel 1919? (foto in AGHR).

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Filii qui nascentur et exurgent,
et narrabunt filiis suis
ut ponant in Deo spem suam,
et non obliviscantur operum Dei….
Salmo 77.

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE ALLA CROCE = 31 dicembre
APRI

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