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16a Sett. TO – Domenica – Aumentaci la fede
Signore, io credo, aiutami nella mia incredulità (Mc 9, 24).

• « Se puoi credere, tutto è possibile per chi crede » .
O Signore, fa’ che io creda e avrò trovato. Infatti credere significa aver trovato. Sappiamo che per la fede tu abiti nei nostri cuori. Che cosa vi è di più vicino? Che io cerchi dunque senza timore, con amore e fedeltà. Tu sei buono, Signore, con l’anima che ti cerca. Fa’ che ti cerchi col desiderio, che ti segua con le opere, che ti trovi con la fede.
Che cosa non troverà la fede? Raggiunge le realtà inaccessibili, scopre le ignote, abbraccia le immense, si impossessa delle eterne, infine contiene, in certo qual modo, l’eternità stessa col suo vastissimo seno. Arditamente posso dire: credo in te, eterna e beata Trinità che non comprendo, e mentre con la mente non sono capace di contenerti, ti abbraccio con la fede.
(S. Bernardo, In Cantica Cant. 76, 6).

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• Riconosco, Signore, la tua sovrana potenza. Sei potente: sì, lo sei veramente. E che vi è di impossibile a chi tutto può?…
Benché tanto miserabile, credo fermamente che la tua potenza si estende a tutto ciò che vuoi: più sono grandi le meraviglie che sento dire di te, più si fortifica la mia fede nel pensiero che ne puoi fare di maggiori, e più mi confermo nella speranza che esaudirai la mia domanda. Perché meravigliarsi di ciò che fa 1′ Onnipotente?
(S. Teresa di Gesù, Esclamazioni 4, 2).

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• Fa’, o Signore, che la mia sia una vita di fede, che si concretizzi nel pensare, parlare, agire unicamente in base agli insegnamenti della fede, in base alle tue parole, ai tuoi esempi, unicamente per motivi soprannaturali di fede; nel far tacere tutte le. suggestioni della ragione umana, dell’esperienza, per quanto ragionevoli esse appaiano, appena sono in disaccordo non solo con i dogmi della fede cattolica, ma anche con tutto ciò che la fede ci chiede di pensare, di dire e di fare.
(Cf C. De Foucauld, Meditazioni sul Vangelo, Op. sp. p 147).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

La fede ci mette in pace fra tutte le avversità che ci angustiano, dandoci ad intendere che le pene di questa vita, tollerate con pazienza ci pongono più in sicuro dell’eterna salute (S. Alfonso).

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Luglio 24, 2012 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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