Litta Antonio redentorista

P. Antonio Litta (1916-1991) – Italia.

P. Antonio Litta, spirato alle 6,40 di martedì 3 dicembre, nella sua casa di Napoli, dove era stato trasportato dal vicino Ospedale San Paolo quando già i medici avevano perso ogni umana speranza di guarigione.
Numerosi confratelli, padri, fratelli e studenti, hanno partecipato alle esequie in suo onore, tenutesi a Pagani il pomeriggio dello stesso giorno. Un segno in più, qualora ce ne fosse bisogno, dell’affetto e della stima di cui P. Antonio era oggetto.

Nato a Poggiomarino il 17 aprile 1916, il P. Litta aveva professato a 19 anni la sua consacrazione a Cristo Redentore: era il 29 settembre 1935. Ordinato sacerdote il 26 luglio 1941, fu destinato alla casa di Lettere, dove dal 1942 al 1950 si dedicò all’insegnamento di materie letterarie a favore di nostri aspiranti.
Fu quindi inviato come Superiore alla nostra casa di Corato (1950-1953) e – sempre come Superiore – alla casa di Lettere (1953-1955).
Dopo un triennio a Pagani (1955-1958), svolse un fecondo ministero per ben otto anni come penitenziere a Pompei (1959-1967), quindi fu Consigliere provinciale ordinario dal 1967 al 1969, periodo nel quale tornò a risiedere a Pagani.

Il P. Litta va inoltre ricordato per il prezioso ruolo svolto come Direttore della Casa del Pellegrino a Materdomini, col quale ebbe modo di esprimere il suo spirito pratico, la sua capacità di accoglienza e di gentilezza. Ben nove anni, dal 1969 al 1978, egli dedicò a questo lavoro, risiedendo all’ombra del Santuario fino a quando, dopo una breve permanenza nella comunità di Napoli, nel 1981 fu trasferito nella nostra casa formativa del Colle S. Alfonso.

Qui il P. Litta ha offerto ancora una volta la sua generosa disponibilità per tutte le esigenze che le sue condizioni di salute gli permettevano di soddisfare: dalla collaborazione all’economia della casa, al sacramento della riconciliazione per i nostri studenti e aspiranti, all’assistenza liturgica in Chiesa, all’aiuto in giardino.
Credo di non cadere nella facile retorica da necrologio, se dico che il P. Litta lascia tra noi un vuoto difficilmente colmabile.
Di lui vanno ricordate alcune qualità umane, che con l’ascesi propria del cristiano e del consacrato avevano raggiunto una maturazione ammirevole: in primo luogo la discrezione, la capacità di rifuggire ogni ozioso pettegolezzo e di saper coniugare con equilibrio il giudizio sulle cose e il rispetto delle persone; in secondo luogo l’attenzione a vivere in maniera feconda il proprio tempo, rendendosi utile in ogni maniera possibile, fino a quando la salute glielo ha concesso; infine la sua delicatezza, che lo portava a evitare una benché minima forma di disturbo agli altri.

Sul piano più propriamente spirituale, ricordiamo il suo spirito di preghiera, che non l’ha abbandonato fino agli ultimi istanti; in secondo luogo la sua coerenza e rettitudine di vita, che ha fatto di. lui un testimone ancor prima che un maestro; infine la sua profonda umiltà, che si univa ad una sincera stima degli altri confratelli.
Ritengo che la nostra Provincia debba ringraziare il Signore per aver potuto godere di questo grande dono. In modo particolare i nostri studenti e aspiranti hanno potuto intravedere in questa figura. lesempio di una consacrazione vissuta nella semplice serenità di ogni giorno, che ancora oggi fa dire a tanti giovani che “il Signore non delude”.
Voglia P. Antonio impetrare presso il Padrone della messe altre voca­zioni per lo sterminato campo della missione.

Colgo questa occasione per ringraziare Padri, fratelli e studenti del Colle S. Alfonso per la generosa disponibilità e la servizievole assistenza offerta, insieme ai familiari, al caro P. Litta nelle ultime sue settimane di vita.

P. Antonio Di Masi
Superiore Provinciale

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Profilo tratto
da Vita Nostra
Bollettino di informazioni
della Provincia Napoletana, Anno 1991

P. Antonio Litta, amabile e silenzioso, aveva la capacità di rifuggire ogni ozioso pettegolezzo e di saper coniugare con equilibrio il giudizio sulle cose e il rispetto delle persone. Ha vissuto in maniera operosa e feconda il proprio tempo (foto in APNR, Pagani).

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Il P. Antonio Litta con alcuni confratelli della Comunità di Materdomini nel 1971: si riconoscono i Padri Gerardo Pepe, Antonio Pasquarelli,, Fratello Paolo e, seduti, il P. Ettore Santoriello e il Superiore P. Vincenzo Cataldo.(foto Archivio di Materdomini)
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