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16 gennaio
EFFEMERIDI C.Ss.R. = * Programma di santità ed ammirevole fiducia del Venerabile Cesare Sportelli.

* Programma di santità ed ammirevole fiducia del Venerabile Cesare Sportelli.

Il Venerabile Sportelli si comportava in tutto secondo la fede e le considerazioni umane non ebbero nessuna presa su lui. La caratteristica della sua vita spirituale fu l’imitazione delle virtù del Signore Gesù. A detta di eccellenti critici, tra i primi compagni di S. Alfonso nessuno lo superò nella ripresentazione quotidiana della vita del Salvatore.
Scriveva un giorno a S. Alfonso: “Entrando nell’istituto, non ho avuto altro scopo che seguire e di imitare il nostro divin Salvatore Gesù Cristo, e la questione del maggiore o minore successo, del maggiore o minor numero di compagni, non fu mai niente ai miei occhi”. –  In un’altra circostanza così terminava una delle sue lettere: “Eccoci nell’occasione di essere un po’ umiliati in faccia al mondo e di mortificare il naturale desiderio di formare un grosso battaglione; ma è anche il caso di guardare unicamente a Nostro Signore per configurare il nostro cuore sul modello del suo Cuore divino”.
(Rivista “Santa Famiglia”, anno 1900, p. 75).

Pagani (SA) – Chiostro della Casa redentorista – L’immagine del P. Cesare Sportelli scolpita in rame sull’antico pozzo della Comunità.

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IN MEMORIAM

Fr. Arsène (Joseph Zugelter), Rumillies, 1915.
Il caro Fratello Arsène, originario del Ducato di Bade, nacque il 23 ottobre 1856. a Tauberbischofsheim. Dallo zio parroco fu presentato al P. Mathias Raus, allora rettore a Houdemont. Affidato all’emerito sarto Fratello Gregoire, Arsène diventò un sarto preciso. Arrivato a Parigi nel 1889, egli rsercitò tra la soddisfazione di tutti gli incarichi di portinaio e di sarto per venticinque anni. nel 1913, dopo una grave malattia, ed alla vigilia della dichiarazione di guerra del 1914, si recò a Rumillies, casa di rifugio in Belgio, dove morì.
– Era un uomo molto amante dell’ordine, amante della preghiera, un religioso molto devoto alla Congregazione, molto accogliente con gli stranieri ed i Padri di passaggio, così numerosi a Parigi. Alla sua morte lasciò la reputazione di un buon Fratello e di un vero religioso. – “Qui facit haec non movebitur in aeternurn”. Ps. 74.
Professione: 15 aprile 1881.

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Fr. Pacomio (Jean Jàger). Mulhouse 1928.
Il fratello Pacomio nacque il 21 novembre 1845 ad Ittersdorf (Saar) da genitori poveri ma buoni cristiani. Fu ricevuto in Congregazione nel 1879 dal P. Desurmont. Durante tutta la sua vita religiosa fu un modello di spirito di lavoro, di povertà, di carità e di pietà. I diversi lavori all’interno o di costruzioni alle quali prese parte, gli hanno permesso di dare ai suoi confratelli buoni esempi di ubbidienza, di puntualità e di compiacenza. “Lavorare e pregare” sembrava essere il suo motto.
Cinque giorni prima della sua morte, portava ancora con fatica il carbone nelle camere dei Padri e amava servire di seguito tre messe. Prima di cominciare il suo lavoro si scopriva il capo e recitava un’Ave Maria. La domenica non usciva, per così non dire, dalla chiesa: si era sicuri di trovarlo o nei banchi o nel coro. Là si sentiva felice in compagnia di Nostro Signore e della Santa Vergine e pregava continuamente.
Usciva a passeggio solo il due novembre, per andare a pregare sulla tomba dei confratelli; quando lo si invitava ad uscire, rispondeva: “Vado a fare la mia piccola passeggiata in chiesa”. – Aveva scritto dietro la porta della sua cella le iniziali di tre parole che significavano: evitare e soffrire; evitare il peccato, la vanità, le preferenze e soffrire per amore per Dio e delle anime beate. – “Fortitudo simplicis, via Domini“. Prov. 10-29.
Professione: 15 agosto 1881.

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P. Pierre Blum. Attert 1929.
Il P. Blum nacque in Lussemburgo il 10 ottobre 1837, da una famiglia onorabile e cristiana di questa città. Brillante alunno dell’Ateneo, fu uno dei primi membri dell’associazione della Santa Famiglia, fondata recentemente nella nostra chiesa dallo stimato Padre Zobel, e di cui fu penitente fedele. Là sentì la chiamata di Dio alla vita religiosa e, non appena raggiunse i diciannove anni, entrò nel noviziato di Saint-Nicolas du Port.
Dopo gli impegnativi studi ed una seria formazione religiosa, occupò con successo le cattedre di Teologia dogmatica e di storia ecclesiastica per circa quattro anni. Quelli che ebbero la fortuna di averlo per maestro hanno reso testimonianza alla chiarezza ed alla solidità del suo insegnamento. Poi divenne missionario di seguito a Téterchen, Bischenberg e a Dunkerque dove la guerra lo sorprese nel 1870. Ebbe l’occasione di dedicarsi ai feriti ed ai malati e di dar loro i soccorsi del suo ministero.

Il P. Blum fu uno dei fondatori della casa di Parigi al boulevard di Ménilmontant. Nominato Superiore della fondazione di Pau nel 1877, organizzò con maestria la sua comunità. gli diede un forte slancio apostolico, apprezzato dall’autorità ecclesiastica. Parigi, Valenza e Perugia furono ancora i testimoni del suo zelo. Durante questo periodo della sua vita, egli ebbe l’opportunità di predicare diversi ritiri ecclesiali segnalati fortemente.
Ma la cattolica Austria lo attira. Egli si vi si reca nel 1891. La sua perfetta conoscenza del tedesco messa sempre al servizio di un zelo sempre ardente per le anime, gli prometteva e gli assicurò in questa terra un fruttoso ministero. Anche a Vienna, nella nostra Casa di Maria Stiegen dove risedette per dieci anni e nella provincia operò un gran bene predicando ritiri.
Ritornò a Parigi nel 1901, e riprese la direzione dell’opera tedesca fino al 1907. Dopo quarantacinque anni di lavori incessanti, sembrò suonare per lui l’ora del riposo.
Come il Venerabile Padre Passerat, egli desiderava mettere un intervallo tra la vita e la morte. Questo intervallo durò quasi ventidue anni, e lo trascorse ad Attert, alle porte del suo caro Lussemburgo. Ebbe il tempo di celebrare almeno cinque giubilei di professione o di sacerdozio, aspettando il giubileo eterno. Gli ultimi anni della sua lunga esistenza passarono pacificamente tra preghiera, meditazione e studio.
A questa vita di preghiera e di studio univa il ministero del confessionale, rendendo così buoni  e qualificati servizi alla casa dello studendato. Per ammissione di tutti, egli era un eccellente confessore.

Il P. Pierre Blum nel 1912: svolse una multiforme attività e visse 92 anni.

Il P. Blum non mancava di cuore, sapendo essere un confratello affabile, evitando di fare rimostranze e offrendo spontaneamente il servizio. Con un poco più di cuore ed alcuni di questi doni che attirano, egli sarebbe stato un uomo completo. Del resto, dotato di un senso pratico molto spiccato, fu sempre uomo di buoni consigli.
Come religioso, il P. Blum si faceva notare per il suo amore al silenzio e alla cella, per la sua unione profonda con Dio, per la sua fedeltà alle regole più piccole ed alle sante esigenze della povertà. Un elogio molto prezioso della sua lunga vita, se è vero che la santità è fatta non di atti eclatanti ma della fedeltà di tutti i momenti alla volontà di Dio.
– Senza grandi sofferenze, dopo avere ricevuto gli ultimi sacramenti, questo degno e venerabile figlio di S. Alfonso si spense serenamente, come una lampada che manca di olio, a novantadue anni di età, ed a settantadue della sua professione religiosa. – “Beati immaculati in via, qui ambulant in lege Domini”. Ps. 118.
Professione: 2 febbraio 1857.
Ordinazione sacerdotale: 9 agosto 1863.

La Comunita di Bischenberg nel1904: tra di essi c’è il P. Blum -= Gaudè, Lorrain, Hauger V., Kolly, Humbrecht, Cromer, Paroch, Bischofsheim, Hauger H., Kempf L., Faust, Blum, Husbaum, Kiefer, Steffen, Bohn V., Lipp L., Bettinger, Hansen, Umbolenstock, Gestermann, Meyer J. (Foto in AGHR).

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Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
LA FEDE = 16 gennaio
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Gennaio 16, 2020 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Istituto redentorista, Memoriale calendario
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