Leggi Offline:

17 luglio
EFFEMERIDI C.Ss.R = 1775. Pio VI accetta le dimissioni date da Sant’Alfonso da vescovo di Sant’Agata dei Goti.

1775. Pio VI accetta le dimissioni date da Sant’Alfonso da vescovo di Sant’Agata dei Goti.

Erano trascorsi tredici anni da quando sant’Alfonso aveva cambiato la sua piccola cella di Pagani con i palazzi episcopali di Sant’Agata e di Arienzo.
Invano, per due volte, aveva offerto le sue dimissioni. Per la terza volta supplicò Pio VI di esonerarlo dall’episcopato. Il Papa esitava, tanto più che l’arcivescovo Calcagnini di cui sant’Alfonso aveva sollecitato la mediazione, diceva di lui: La  «sua sola presenza nella diocesi basterà per tenere tutti a dovere».
Su istanza di due nostri Padri, Pio VI non esitò oltre e decise, sebbene a malincuore, di accettare le dimissioni. Accordò ad Alfonso i privilegi annessi all’episcopato: l’altare portatile, una rendita adatta per il sostentamento e altri favori. Il 17 luglio furono formalmente accettate le dimissioni in concistoro. Questa notizia causò grande gioia al santo fondatore, ma scatenò in tutta la  diocesi un lutto universale.
Prima di lasciare il suo caro gregge, sant’Alfonso volle salutare tutti. Si trascinò quasi svenuto nelle diverse parrocchie, predicando per l’ultima volta la perseveranza, la fuga del peccato, la compagnia dei sacramenti e soprattutto l’amore a Gesù Cristo e la devozione alla Madonna.
P. BERTHE. Vita di Sant’Alfonso, II, 874.

S. Alfonso, dopo che il Papa accolse la sua rinunzia alla sede episcopale, si dispose a vive gli ultimi anni di sua vita in unione alla passione di Cristo (dipinto di Alessandro Licata).

_________________ 

1801. Triste morte di Leggio.

Nel 1801 mentre la Congregazione celebrava la festa del Santissimo Redentore, moriva il povero P. Isidoro Leggio. Si sa fino a che punto fece soffrire sant’Alfonso!
All’epoca dell’introduzione della causa di canonizzazione del nostro santo Fondatore, il promotore della fede non omise di contrapporre il famoso “Regolamento”, oggetto della divisione della Congregazione. Leggio tramò di nuovo per impedire l’introduzione della causa; ma la Sacra Congregazione gli manifestò il biasimo per un atto tanto antipatico.
Alcuni anni dopo, il re di Napoli gli affidò un vescovato. Nel 1801, afferrato improvvisamente da malattia mortale, non comprese il pericolo, e non volle sentire parlare né di medici, né di sacramenti. Non si poté dargli l’estrema  unzione che al momento in cui spirava. Sollevò verso il cielo le braccia, le lasciò ricadere sul letto e rese l’ultimo respiro senza potere pronunciare una parola.
R. P. BERTHE, II, 624.

NOTA  del redattore = Questa notizia rispecchia i sentimenti molto risentiti dei redentoristi del tempo verso il P. Isidoro Leggio – Oggi la ricerca storica sta rivalutando questa figura tormentata di religioso e di vescovo.
Per una esauriente storia su di lui leggi questo studio

L’ Eremitaggio di Santa Domenica dei Vescovi di Umbriatico, dove fu sepolto Mons. Isidoro Leggio: difficili furono i rapporti di questo vescovo con gli abitanti di Umbriatico, oggi in provincia di Crotone.

_________________ 

IN MEMORIAM 

P. Lucien Leplat. Mouscron, 1923.
Il P. Leplat nacque a Tourcoing, Nord, il 1° luglio 1864. La famiglia sentitamente cristiana fu per lui, dalla tenera età, scuola di pietà e di virtù.
Suo padre, fervente devoto della Madonna, negli ultimi istanti della vita fu favorito da un’assistenza tutta particolare della Madonna. Una persona presente che soffriva di un male alla gamba, vide la piaga cicatrizzarsi per l’applicazione di un pezzo di lenzuolo di questo eletto. Anche sua madre era fervente e devota della Madonna. Nel 1880 vicina alla morte  per un attacco di vaiolo,  mentre tutti aspettavano il suo ultimo respiro, improvvisamente guarì per intercessione della Madonna del Perpetuo Soccorso.
Il Padre Lucien frequentò gli studi nel collegio di Tourcoing, e decise di entrare nella Congregazione in seguito ad un ritiro seguito al noviziato di Stratum sotto la guida del P. Zéphyrin.
Ordinato sacerdote, in seguito il caro Padre si dedicò all’apostolato. I suoi sermoni erano semplici, popolari, improntati ad uno stile personale. Li dava con voce sonora e con gravità cattedratica.
Pur non essendo un oratore nel vero pieno della parola, aveva quella condotta che lo spirito di fede, il vivo amore della verità ed uno zelo tutto soprannaturale dà agli uomini di Dio. Non indietreggiava davanti a nessuna fatica. All’epoca delle espulsioni della casa di Antony di cui era il proprietario legale, il Padre Leplat fece valere energicamente i suoi diritti e non uscì dalla casa se non con la forza, raccogliendo la stima e l’ammirazione di tutte le oneste persone di Antony.
Come religioso, era edificante, regolare, nemico del mondo, amico della preghiera ed affascinante confratello. Celebrava la santa messa con gravità piena di fede, ed aveva una devozione particolare alla Madonna del Perpetuo Soccorso.
Dire una battuta per allietare e far piacere, era per lui grande gioia. E tuttavia sotto questa allegria il caro Padre dissimulava talvolta frequenti assalti di emicranie molto violenti. Egli viveva nei gruppi religiosi di Francia, formatisi a causa della persecuzione, ed anche nelle comunità più fervorose .
Colpito da paralisi nel pieno vigore dell’età, si mostrò più ammirevole che durante la sua sovrabbondante attività. Nei lunghi mesi di sofferenza amava a dire: «Sono all’ultima stazione della mia strada della croce; dopo, sarà la liberazione».
Impedito da allora di celebrare la Santa Messa, incapace di applicarsi mentalmente in maniera impegnativa, seppe trovare in un sentimento profondo di conformità alla volontà di Dio, il rimedio e la forza contro le tante cause di abbattimento che l’assillavano.
Questo caro Padre morì circondato dai confratelli ed andò a ricevere la corona preparata ad ogni buono Redentorista fedele alla sua vocazione. —«Bonus è Dominus sperantibus in eum».
Professione: 31 agosto 1889.
Ordinazione sacerdotale: 24 settembre 1884.

La Casa di Mouscron e la cappella della Madonna del Perpetuo Soccorso nella chiesa nel 1923.(foto in AGHR).

_______________________________

Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
OBBEDIENZA = 17 luglio
APRI

Condividi questo articolo:
  • email
  • RSS
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • Segnalo
  • Technorati
  • Upnews
  • Wikio IT

Luglio 17, 2019 at 12:03 am da Salvatore
Categoria: In memoriam, Memoriale calendario
Tags: