Memoriale 30 dicembre

30 dicembre
EFFEMERIDI C.Ss.R – *1745. S. Alfonso pubblica un opuscolo: Riflessioni utili ai Vescovi.

*1745. S. Alfonso pubblica un opuscolo: Riflessioni utili ai Vescovi.

Divorato dallo zelo per la salvezza delle anime, sant’Alfonso volle, per il solo desiderio della gloria di Dio, scrivere alcune riflessioni sui doveri dei pastori.
Queste Riflessioni sono uno dei primi scritti, dopo venti anni trascorsi nell’esercizio delle missioni. Nel 1745, mandò queste “riflessioni” a tutti i Vescovi italiani che gli manifestarono viva riconoscenza.
Uno di essi gli scrisse: “Leggo con estrema edificazione le Riflessioni utili, redatte con tanto zelo, prudenza e scienza da vostra Paternità. Voi ben dimostrate la grande carità verso me e verso tutti i vescovi; ma ad una tale bontà non può mancare di unirsi un sentimento di compassione, poiché la vostra esperienza ha dovuto farvi conoscere quanto la pratica è più difficile della teoria, soprattutto in questi tempi disgraziati.
P. DUJARDIN. Oeuvres ascétiques de S. Alphonse. Vol. XVIII, p. 150.

Le “Riflessioni” sono uno dei primi scritti di S. Alfonso, dopo venti anni trascorsi nell’esercizio delle missioni, nel 1745. Egli mandò queste “riflessioni” a tutti i Vescovi italiani che gli manifestarono viva riconoscenza.

________________

IN MEMORIAM

Fr. Étienne Rappon. La Valsainte, 1821.
Fratello Étienne nacque [nel 1794] da genitori ricchi e pii a Schmitten, parrocchia del cantone di Fribourg e si dedicò fin dalla infanzia ai lavori dei campi.
Munito di lettere di presentazione del P. Bonaventure Stoll, si presentò al convento di La Valsainte per diventare religioso Redentorista. Fu un uomo di preghiera, e si dedicò instancabilmente a tutti gli incarichi che gli vennero affidati.
Raggiunto da malattia mortale, accettò con rassegnazione le sofferenze che Dio gli mandava e si addormentò piamente nel Signore. -«Vigilate in omni tempore orantes. Luca. 21-36.
Professione: 13 dicembre 1821.

La Valsainte era una certosa. La presenza redentorista avvenne nel segno del P. Passerat che l’aprì nel 1818 e la chiuse nel 1826.

________________

F. Jean-Baptiste Schermesser. Bischenberg, 1847.
Il caro Fratello Jean-Baptiste nacque a Radersheim (Haut-Rhin) il 24 giugno 1775. Per tutta la vita fu considerato come un santo.
Prima di entrare in convento era già di grande integrità di costumi, di prudenza esperta e praticava le virtù cristiane in grado più che ordinario. Appena entrato nella Congregazione, si adoperò con tutte le forze a diventare un fervente Redentorista; e lo diventò, perché, a parere di tutti, era un religioso modello, avendo sempre davanti agli occhi l’ideale che san Paolo tracciava ai primi cristiani: «Elegit nos ut essemus sancti».
Si distinse soprattutto per la grande pazienza, il notevole spirito di preghiera ed una tenera e filiale devozione verso la Madonna. Nel 1831 il Padre Springer morto nel 1827 gli apparve e lo rassicurò sull’avvenire di Bischenberg.
Nel 1846, Fratello Jean-Baptiste fu colpito da una lunga e dolorosa malattia, ma sopportava dolori, insonnie con la pazienza di un santo. Nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1846 ebbe l’insigne felicità di essere favorito da un’apparizione della Madonna. Maria era circondata da sette altre Vergini che lo consolarono e lo guarirono miracolosamente.
Un anno dopo il caro Fratello fu ripreso dalla stessa malattia; Maria gli apparve di nuovo, ma questa volta, fu per avvertirlo della morte ed accompagnarlo in cielo. La seguente notte Fratello Jeans Battista si addormentò in pace, senza agonia e volò nei cieli per cantare le lodi di Colei che aveva amato tanto sulla terra.
I dettagli di questi favori sono riferiti nella cronaca del convento alle pagine 75-77 dal P. Wittersheim, Rettore di Bischenberg e confessore del Fratello Jean-Baptiste.
Sainte Famille, anno 1929, p. 395.
Professione: 9 novembre 1824.

La Casa di Bischenberg in alcuni ricordi del passato.

________________

P. Pierre Friederic. Lussemburgo, 1862.
Pierre Friederic è nato a Fénétrange, in Lorraine, il 17 maggio 1793. Ordinato sacerdote, fu nominato curato di Garbourg e riunì confratelli insieme ai quali, con la predicazione delle missioni, poter riparare i danni causati alla chiesa dalla Rivoluzione francese e condurre le anime a Dio.
Si dedicava a questo ministero con grande fervore, predicando più volte al giorno e confessando fino a mezzanotte. Conobbe i Redentoristi durante una loro missione e non tardò ad unirsi ad essi ed ad entrare nella Congregazione.
Da allora fece parte della comunità di recente fondazione in Lussemburgo, dove restò fino alla morte. Diede missioni fino a settantadue anni.
Era di salute robusta, capace di grandi sforzi, dotato di grande talento di osservazione, di spirito fine e di carattere gioioso. Flagellava il vizio, talvolta con troppa severità. Era la conseguenza dello spirito giansenistico in cui era stato educato. – «Nos autem praedicamus Christum crucifixum. 1 Cor. 1-23.
Professione: 1 febbraio 1847.
Ordinazione sacerdotale: 21 settembre 1816.

Antica foto della Case e della chiesa redentorista in Luxenbourg (foto in AGHR).

________________

P. Michel Fradin. Pau, 1878.
Il P. Fradin nacque a Poitiers il 13 settembre 1811. Nella Congregazione fu un operaio dell’undicesima ora.
Era superiore generale delle Soeurs de Saint-André de La Puye e Vicario generale de Poitiers con Mons. Pie. Circostanze dolorose lo indussero a dare le dimissioni, malgrado le istanze di Mgr Pie, suo amico.
A Roma fu ricevuto dal Rev.mo Padre Mauron; aveva cinquantasei anni. Dopo la professione religiosa, i superiori lo mandarono a Boulogne. Fondò le case di Argentan, di Pontacq e di Pau, e diventò primo Rettore della casa di Parigi. Vi restò per diciotto mesi.
Il P. Fradin tornò a Pau dove morì improvvisamente come si aspettava, stroncato da una malattia al cuore. Aveva dodici anni di vita religiosa.
Su richiesta della famiglia, i resti mortali furono seppelliti nel cimitero delle Sœurs di La Puye [comune francese nel dipartimento di La Vienne, regione di Poitou-Charentes], vicino ai suoi predecessori, i superiori generali di questa congregazione.
L’umiltà, la pietà e la carità furono le virtù che brillarono nella sua vita. Dopo la morte, a Parigi ed ad Argentan si sentirono durante l’anno rumori strani. Talvolta, si direbbe come di un uccello che bussa con il becco, con gli artigli, con le ali contro le finestre dell’oratorio come per chiedere che si aprisse per lasciarlo entrare.
Ad Argentan, un giorno la comunità era riunita nell’oratorio, si sentì un grande fruscio che dal pavimento saliva verso il soffitto, come se un’aquila avesse preso il volo per elevarsi nello spazio. Raccontava il Padre Rose, allora Rettore: «Mai si era pensato di attribuire questi rumori al P. Fradin. Un giorno, il Padre Picard mi disse: non sarà il Padre Fradin che viene a chiedere preghiere? Questa parola mi colpì e fu una rivelazione per me. Promisi allora messe e preghiere. Si celebrarono le messe, si fecero preghiere e da allora non si sentì più niente.
– «Obsecro… ut adjuvetis me in orationibus vestris». Rom. 15,30.
Professione: 15 agosto 1866.
Ordinazione sacerdotale: 15 settembre 1834.

P. Michel Fradin proveniva dalla Congregazione delle Soeurs de Saint-André de La Puye, i cui fondatori furono: Santa Jeanne-Élisabeth Bichier canonizzata nel 1947, S. André-Hubert Fournet canonizzato nel 1933. Sotto, la La chiesa madre a La Puye, un comune francese nel dipartimento di La Vienne (regione Poitou-Charentes), dove è sepolto il P. Michel Fradin (montaggio da foto in internet).

________________

P. Louis Cloart. Corbehem, 1916.
Il P. Cloart nacque a Pont-à-Marcq (Nord) il giorno 11 gennaio 1872. Entrò nella Congregazione già sacerdote, dopo alcuni anni di insegnamento all’Istituto de Notre-Dame des Dunes a Dunkerque e di vicario a Notre-Dame de la Consolation à Lille. Era un affascinante confratello, molto allegro nella ricreazione, malgrado le apparenze un po’ austere, fondamentalmente virtuoso, soprannaturale e di una regolarità molto edificante. Dagli appunti dei propositi scritti nel ritiro traspare un’anima interiore e in cerca solamente di Dio in tutto come sacerdote e religioso.
Durante la guerra del 1914, i superiori lo prestarono alla diocesi di Arras come vicario, poi come curato nella zona di Lens. Durante l’occupazione tedesca nel 1914 fu incarcerato sotto accusa di spionaggio, poi rimesso in libertà provvisoria.
Accettò con sollecitudine di essere parroco a Corbehem, vicino Douai, parrocchia priva di sacerdote. Là si mostrò di una regolarità e di una pietà perfetta, di una dedizione completa.
Una mattina, andando in chiesa per celebrare la santa messa, una forte tempesta lo spinse nel canale nel momento in cui si accostava alla passerella. Lo si ritrovò quattro ore dopo, con l’estremità delle dita consumate dagli sforzi che dovette fare per aggrapparsi alle pietre, stringendo nelle mani il suo rosario ed il viso radioso.
Morì vittima della sua dedizione, lasciando dovunque era passato la reputazione di un santo sacerdote. «Ricordatevi dei vostri Pastori i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; e considerando attentamente l’esito del loro tenore di vita, imitatene la fede». Ebr 13-7.
Professione: 8 settembre 1911.
Ordinazione sacerdotale: 4 giugno 1898.

________________ 

Fr. Arnould (Joseph Garin). Uvrier, 1923.
Nato ad Albert-Ville (Savoie), il 28 luglio 1864, il Fratello Arnould fu nel mondo un cristiano fervente. Entrò come postulante a Contamine. Si mostrò sempre molto devoto alla Congregazione, cercando di perfezionarsi in tutti gli impieghi. Dopo la morte, tra i suoi appunti si sono trovati quaderni pieni di note pratiche sugli uffici di infermiere, di giardiniere, di cantiniere, di cuoco.
Come religioso, Fratello Arnould era di grande virtù. Conservava il riassunto delle conferenze del suo Padre Maestro su tanti foglietti. Quante volte, per ritemprare l’anima nel fervore del noviziato, il santo religioso ha letto e riletto pagine annerite dall’uso!
Il grande rispetto che aveva per l’autorità non gli permise mai di criticare i superiori. Molto discreto con le persone estranee, non ha detto mai parola che potesse nuocere alla famiglia religiosa.
L’ultima malattia gli procurò grandi sofferenze, ma la sopportò con un’ammirevole pazienza. Per rispetto alla santa Eucarestia, non voleva prendere nessun rimedio dopo mezzanotte, per potersi comunicarsi l’indomani. Fratello Arnould fu modello di Fratello laico, praticante alla lettera le parole della Regola: «Manifesteranno tutta la stima e la venerazione possibile al Superiore, onorandolo e rispettandolo come la persona stessa di Gesù Cristo» ( n. 287).
Professione: 25 dicembre 1895.

La Comunità di Uvrier in Svizzera nel 1930. Fratello Arnould vi era morto alcuni anni prima (foto in AGHR).

_______________________________

Pensiero e testimonianza sulla virtù del mese nelle SPIGOLATURE
AMORE ALLA CROCE = 30 dicembre
APRI