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In memoria di Mons. Antonio Napoletano redentorista  (1937-2019) – Italia.

Carissimi,

con la morte di Monsignor Antonio Napoletano (1937 – 2019) scompare ai nostri occhi una figura illustre della nostra Provincia religiosa, della Congregazione e della Chiesa.
Padre Antonio – permettetemi di chiamarlo semplicemente così – non aveva ancora compiuto 82 anni. Negli ultimi tempi un persistente abbassamento di voce lo induceva a un consulto medico, con un percorso diagnostico inerente l’apparato bronco-polmonare: percorso di cui si era in attesa di specifico referto.
Fatto sta che nel primo pomeriggio di lunedì 25 marzo, giorno in cui la Chiesa celebrava solennemente l’Annunciazione del Signore, Padre Antonio era appena tornato a Teggiano SA, presso il cui Episcopio risiedeva, provenendo prima da Napoli e poi da Nocera Inferiore, dove aveva incontrato il fratello Mario.
Il tempo di denunciare un vistoso smarrimento, e il confratello si accasciava senza più riprendere coscienza, lasciando sgomenti e addolorati i presenti, tra cui Mons. Antonio De Luca cssr, Vescovo di Teggiano-Policastro.

Mons. Antonio Napoletano redentorista

I funerali avevano luogo a Pagani, presso la Basilica Sant’Alfonso, mercoledì 27, con una straordinaria partecipazione: una ventina i vescovi presenti, tra cui il Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo di Napoli, che presiedeva l’eucarestia; un centinaio di sacerdoti, un numero incalcolabile di fedeli. Un momento davvero toccante, testimonianza di affetto verso un religioso, sacerdote, missionario e pastore che se ne era andato “in punta di piedi”, quasi non volessi disturbare nessuno, e per di più in modo così repentino.. 

Padre Antonio era nato a Nocera Inferiore l’8 giugno 1937, e già a dieci anni era aspirante Redentorista a Corato: la vocazione era come germinata in modo naturale nel vivaio familiare. Aveva emesso la sua prima professione il 29 settembre 1953 a Sant’Angelo a Cupolo, e cinque anni dopo a Ciorani quella perpetua. Ordinato presbitero il 19 marzo 1961 a Pagani, fu socio degli studenti e professore di Greco e Storia della Filosofia a Sant’Angelo a Cupolo negli anni 1961-1962. Poi si diede allo studio delle Scienze Naturali presso il Pontificio Istituto Superiore S. Chiara in Napoli (1962-1964). Per un triennio (1964 – 1967) è a Colle S. Alfonso come socio degli studenti e professore di Diritto Canonico, Storia Civile e Scienze Naturali.

Dal 1966 al 1971 si dedica agli studi a tempo pieno: prima a Napoli presso la Pontificia Facoltà Teologica S. Luigi per la licenza in Teologia (1966-1967), poi a Roma (1967-1971) per gli studi di Spiritualità (Teresianum) e Pedagogia (Facoltà di Magistero), conseguendo rispettivamente il diritto alla tesi in Teologia Spirituale, e la laurea in Pedagogia (1972).

Nel 1971 è a Colle Sant’Alfonso come prefetto degli studenti e professore di Teologia Spirituale e Pastorale. Per sei anni (1972-1978) è Consigliere Provinciale e Segretario, risiedendo a Napoli, dove insegna anche Religione in scuola statale. Nominato nel 1978 Superiore a Colle Sant’Alfonso, svolge ancora attività di insegnante, fino al 1984 quando il Capitolo Provinciale lo elegge Superiore Provinciale; nel 1987 diventa Presidente del Comitato regionale CISM per la Campania e la Basilicata, e membro dell’Ufficio nazionale CEI per la Cooperazione missionaria tra le Chiese.

Nel 1994 è Superiore e Rettore del Santuario San Gerardo in Materdomini, quando il Santo Padre Giovanni Paolo II lo nomina Vescovo di Sessa Aurunca (Ce), mandato che svolge fino al 4 ottobre 2013. Accolto poi presso l’Episcopio di Teggiano-Policastro, ha prestato fino alla fine il compito di confessore e direttore spirituale presso il Seminario Arcivescovile di Salerno-Campagna-Acerno.

Ritengo che un curriculum vitae come quello di Mons. Napoletano, cui è da aggiungersi la sua molteplice attività per l’animazione di esercizi spirituali a sacerdoti e religiosi, stesura di articoli, ecc. sia eloquente di suo, e forse non abbia bisogno di ulteriori sottolineature.

A me piace rimarcare della sua figura, pur brevemente, alcuni tratti che erano come il riflesso su di lui del mistero di Cristo, così amorevolmente da lui studiato e contemplato.

Il primo si riferisce alla sua profonda e matura umanità. Egli era un “padre”, e come tale lo percepiva chi lo avvicinava. La sua competenza in Diritto Canonica si fondeva armoniosamente con la sua conoscenza della vita spirituale e delle sue leggi: e questo gli permetteva di gestire con equilibrio le varie dimensioni della sua vita, che fossero di volta in volta l’animazione della Comunità Redentorista, della Provincia o della Diocesi, oppure il suo rapporto con la famiglia di origine, o le stesse responsabilità amministrative. Una costante giovialità e una disponibilità alle richieste di aiuto, rendevano piacevole il rapportarsi a lui. A volte questa umanità si esprimeva in una tenera commozione di fronte ai momenti importanti, e a quelli sofferti che hanno segnato il suo cammino.

Un secondo tratto lo ravvedo nella sua fede ferma e serena, che si traduceva anche in un fondamentale ottimismo. Basti citare il suo ultimo messaggio nella chat della Provincia, pochi giorni prima di morire: “Il Signore è il mio Pastore, e non mi lascerà vagare per valli tenebrose. So in Chi ho posto la mia speranza, è Lui il mio Redentore e la sua mano non lascerà la mia”. In quel momento Padre Antonio già “presagiva” qualcosa, e neanche allora la sua fede ha vacillato.

Un terzo tratto della sua figura è stato certamente l’attenzione ai più poveri e diseredati della terra. Ha adottato il Madagascar come sua seconda patria, recandovisi numerose volte. Più di un’opera nell’Isola Rossa porta il suo nome, frutto di donazioni generose da parte sua personale e da parte della diocesi di Sessa.

Basilica Sant’Alfonso, mercoledì 27 marzo: una straordinaria partecipazione ai funerali: una ventina i vescovi presenti, con il Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo di Napoli, che presiedeva l’eucarestia; un centinaio di sacerdoti, un numero incalcolabile di fedeli.

Voglia il Signore premiare questo confratello, pronto a riconoscerlo negli affamati e nei bisognosi. La Madonna del Perpetuo Soccorso, sant’Alfonso e san Gerardo e tutti i santi e beati Redentoristi lo aggreghino a quel coro che per l’eternità magnifica Dio, per le meraviglie che continua a operare per mezzo di uomini e donne di buona volontà.

P. Serafino Fiore cssr
Superiore Provinciale

Prot. P029  / 2019
Ciorani, 31 marzo  2019

Database Ufficiale CSSR

  • Cognome = Napoletano
  • Nome = Antonio
  • Nazionalità = Italia – (Provincia di Napoli)
  • Nato = 08-Giu-1937
  • Morto = 25-Mar-2019
  • Professione = 29-Set-1953
  • Sacerdote = 19-Mar-1961
  • Vescovo = 06-Gen-1995

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Aprile 1, 2019 at 10:33 am da Salvatore
Categoria: In memoriam
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