Novena a San Gerardo_9

ME LA SPASSO NELL’IMMENSITÀ DEL MIO CARO DIO
9. Chi si umilia sarà esaltato – Lc  18, 14

Se riflettiamo sulla vita breve ma intensa di san Gerardo, sulla sua attività caritativa a favore della gente, sul suo apostolato, potremmo applicare a lui quello che Gesù disse di sé: «Lo Spirito del Signore è sopra di me…, per questo mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4,18).
Sì, il miracolo della sua vita si comprende solo alla luce dello Spirito, ché senza di lui sarebbe stato impossibile. San Gerardo l’aveva scelto come guida e protettore: «Io m’eleggo lo Spirito Santo per mio consolatore e protettore del tutto; egli sia il mio difensore in tutta la mia vita».

Lo Spirito Santo rispose alla sua scelta, divenne il dolce ospite della sua anima, lo accompagnò sempre, lo portò al vero incontro con Dio Padre, glielo rivelò, come amore. Dio è amore, esiste perché ama; e Gerardo realizzò la sua esistenza rispondendo a lui con lo stesso sentimento: «Io desidero amare Dio; desidero stare sempre con Dio e fare tutto per amore di Dio».
Espresse quest’amore con l’adesione perfetta alla volontà di Dio che divenne quasi la sostanza del suo essere: «Mio caro Dio, unico amore mio, oggi e per sempre mi rassegno alla vostra divina volontà». In coerenza con questo proposito fu ubbidiente a Dio, alla Chiesa, ai superiori, alle regole religiose; si umiliò fino alla morte. Per questo Dio lo esaltò e lo rese potente con il carisma della sua santità, con la parola e con i miracoli.
Qui sta il primo messaggio di san Gerardo: l’affermazione dell’esistenza di Dio, della sua bontà, del suo amore, della sua provvidenza. Agli uomini di oggi, scettici, dubbiosi, vacillanti nella fede, egli grida: «Dio esiste. Io l’ho incontrato».

Ma san Gerardo ci reca un altro messaggio: quello della libertà. Sotto l’azione dello Spirito Santo egli divenne un uomo libero: «Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è la libertà». Gerardo si era unito con Dio, si era immerso in lui, identificato con la sua volontà, partecipando così alla sua libertà.
Divenne libero dalla legge, perché essa è espressione della volontà di Dio, e Gerardo voleva tutto quello che vuole Dio.
Fu libero dal mondo e dalle cose, che vedeva sotto la luce dell’effimero, del relativo, per cui non vale la pena di affannarsi; diceva: «Sono indifferentissimo a tutto».
Fu libero da se stesso, dalla sua anima, e dal suo corpo che con disciplina ferrea aveva dominato, reso agile e trasparente. Di lui si poteva dire quanto fu detto di san Francesco di Assisi che, aveva reso il suo corpo sottile e leggero, quasi spirituale, lasciandogli quel tanto di materia che permetteva all’anima di vivere in questo mondo.

San Gerardo ci porta anche il messaggio della gioia. La gioia è pienezza di tutto l’essere, e Gerardo possedeva Dio; dunque non gli mancava nulla. Era felice: «Io mi dichiaro contentissimo – … sono contento di tutto».
La Bibbia afferma che Dio «gioca sulla terra»; e lui lo volle imitare in questa attività gioiosa. Tutta la sua vita fu un’estasi, un rapimento, un gioco dello Spirito, una divina follia che sorprese i deboli, i conformisti della terra, ma fece la letizia del cuore di Dio. Una lezione importante, oggi, che nel mondo domina forse il piacere, ma dentro c’è la noia, la tristezza, l’angoscia, a volte la disperazione.

San Gerardo ci aiuti a comprendere il suo messaggio sapiente, oggi più importante che mai, e ci ottenga con la sua preghiera lo Spirito Santo, che è portatore di Dio, di libertà, di gioia. 

Mario Barberis - S. Gerardo in gloria. Con la sua spiritualità semplice, concreta, essenziale, egli resta un punto di riferimento per l'uomo di oggi, in ogni professione di lavoro, soprattutto per i poveri (Foto Pasquarelli - Raccolta Marrazzo).