Preghiere 259

15 settembre = B. Vergine Maria Addolorata
O Maria, ai piedi della croce del Signore, anche senza morire, meritasti la palma del martirio.

• O beata Madre, davvero una spada trapassò la tua anima, altrimenti non avrebbe potuto trapassare la carne di tuo Figlio. Infatti dopo che il tuo Gesù ‑ il Gesù di tutti, sì, ma specialmente tuo ‑ emise l’ultimo respiro, la crudele lancia che aperse il suo costato…, non trapassò la sua anima, ma la tua.
La sua, ormai, non c’era più nel suo corpo: ma la tua non poteva esserne strappata.
La forza del dolore penetrò la tua anima, cosicché noi ti consideriamo più che martire, avendo tu intimamente patito con lui nello spirito in misura tale da superare perfino il patimento del corpo.
Forse che non furono per te più che una spada, che ti trafissero e spaccarono l’anima e lo spirito, le parole di lui: « Donna, ecco tuo figlio? » Quale scambio! Ti è dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del padrone, il discepolo in luogo del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Figlio di Dio, un semplice uomo invece del vero Dio.
(S. Bernardo, De duodecim praerogativis B.V.M. 14‑15)

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  • O Madre, sorgente d’amore, che io pianga con te, per tuo Figlio, con grande dolore.
  • Il cuore mi bruci nel petto d’amore potente e pietoso per Cristo diletto.
  • O Madre, concedimi alfine che imprima nel cuore, per sempre, le piaghe divine.
  • Dividi con me le tue pene per Cristo, tuo Figlio trafitto, mia vita, mio bene.
  • Unisci con vincolo santo, insieme al tuo pianto di madre, per Cristo il mio pianto.
  • Ch’io possa restarti vicino, piangendo qui sotto la croce, il Figlio divino…
  • Ferisci di piaghe il mio cuore, m’infiammino il sangue e la croce del figlio Signore.
  • Nel giorno dell’ultima attesa, tu chiudi l’inferno, o Madre, mio scudo e difesa.
  • Per mano, o Maria, mia gloria, raggiunga, alla fine dei giorni, l’eterna vittoria.
  • Se il corpo è segnato alla morte, all’anima apri, o Signore, in cielo le porte. Amen.

Messale Romano, Stabat Mater

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da “Intimità divina”
Roma 1992

"O voi ch'in tante mie pene amare - lieti ne andate per questa via - vedete, oh Dio!, se mai vi sia - dolore eguale al mio dolor" (S. Alfonso).