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19 novembre = Il fuoco divoratore
Tu, Signore, mi conosci, mi vedi; tu provi il mio cuore a tuo riguardo » (Ger 12, 3) .

• O Signore mio, io sono stata fin qui in gran pace, contento e diletto, perché dell’amore che tu mi davi tutte le mie facoltà ne godevano, e pareva loro di essere in paradiso…
Ora mi trovo nuda e spoglia di ogni cosa e incapace di amare e operare come ero solita; che farò dunque, viva e morta nello stesso tempo, senza intelletto, senza memoria, senza volontà e, ciò che è peggio, senza amore? E io credevo che senza di questo non si potesse vivere essendo l’uomo creato per amare e per godere, per godere soprattutto te, o Dio, nostro primo oggetto e nostro fine…
O quanto duro e intollerabile mi pare questo vivere!… L’abbandonata e desolata umanità come vivrà restando arida, nuda e senza vigore?…
O che dolce e crudele purgatorio è questo in terra non conosciuto, dolce in paragone al purgatorio dell’altra vita! Pare che sia crudele a noi ciechi…, ma quella che a noi pare crudeltà da parte tua, o mio Dio, è grande misericordia.
(S. Caterina da Genova, Dialogo, Opere p 147‑50)

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•  Salvami, o Dio, perché l’acqua mi è giunta alla gola! Sono immerso in un profondo pantano senza sostegno alcuno. Sono giunto negli abissi delle acque; la corrente mi ha sommerso. Sono spossato dal gridare; la mia gola è riarsa; i miei occhi vengono meno a forza di attendere il mio Dio…
A te innalzo la mia preghiera, Signore…; o Dio, esaudiscimi nella tua grande bontà e nella fedeltà della tua salvezza. Estraimi dal fango si che io non resti sommerso; che io scampi da quanti mi odiano e dagli abissi delle acque. Non mi trasporti la corrente d’acqua, non mi inghiotta il gorgo; il pozzo non chiuda su di me la sua bocca.
Esaudiscimi, o Signore, perché eccellente è la tua grazia; secondo la grandezza della tua compassione riguardami. Non nascondere il tuo volto dal tuo servo; poiché sono in angustia, affrettati, esaudiscimi. Avvicinati alla mia anima e riscattala.
(Salmo 69, 2‑4 . 14‑19).

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da “Intimità divina”
Roma 1992

Un Redentorista "non sarà mai vero seguace di Gesù Cristo né si farà mai santo, se non adempirà il fine della sua vocazione e non avrà lo spirito dell'istituto, ch'è di salvare le anime e le anime più destitute di aiuti spirituali, come sono le povere genti della campagna... Deve perciò ogni soggetto nutrire al sommo questo zelo e questo spirito di aiutare le anime" (S. Alfonso).

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Novembre 19, 2012 at 12:01 am da Salvatore
Categoria: Liturgia e devozioni, Preghiere di S. Alfonso
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