Quanno nascette Ninno

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Quanno nascette Ninno a Bettalemme

“Natale non è Natale senza il ‘Tu scendi dalle stelle’ di S. Alfonso”, diceva Giuseppe Verdi, il grande compositore italiano. Un’altra canzoncina di S. Alfonso, “Quanno nascette Ninno“, ricrea la magica atmosfera del Natale con il suo messaggio spirituale.

Questo canto-poemetto si va affermando sempre di più per l’attenzione che gli stanno dando i media e per la fruibilità per tutti permessa dalle varie traduzioni in lingua italiana. C’è anche una traduzione del redentorista P. Mosè Simonetta.

“Quanno nascette Ninno”, chiamato anche con il nome “Pastorale”, fu scritto in lingua napoletana, forse nel dicembre 1754 a Deliceto, in provincia di Foggia o a Nola in contemporanea a “Tu scendi dalle stelle” da S. Alfonso Maria de’ Liguori, che usò il napoletano per alcuni canti religiosi.
In origine il canto si chiamava Per la nascita di Gesù, nome con il quale nell’anno 1816 venne pubblicato.
Il testo del canto è tratto da Oreste Gregorio nel  “Canzoniere Alfonsiano” di O. Gregorio, studio critico delle Canzoncine del Santo pubblicato in Angri 1933, Tip. Contieri, vedi alle pp. 241-246.

L’ autore tedesco Norrenberg tradusse in tedesco questo poemetto pastorale, esclamando affascinato: “O quanta grazia e quali profondi sentimenti di pietà spira questo carme sul Natale di Cristo, scritto in dialetto napoletano”.
Riportiamo di seguito le prime due strofe in napoletano e in italiano, lasciando alla lettura del file (da scaricare) la genuina gioia natalizia.

Testo originale
1. Quanno nascette Ninno a Bettalemme
Era nott’, e pareva miezo juorno.
Maje le Stelle lustre e belle
se vedetteno accossì:
e a cchiù lucente
jett’a chiammà li Magge all’Uriente.

2. De pressa se scetajeno l’aucielle
cantanno de na forma tutta nova:
pe ‘nsì agrille ? co li strille,
e zombanno a ccà e a llà;
E’ nato, è nato,
decevano, lo Dio! che nc’ à criato.

Versione italiana
1. Quando nacque il Bambino a Betlemme,
era notte e sembrava mezzogiorno.
Mai le stelle, lustre e belle,
si videro così.
E la più splendente
andò a chiamare i Magi all’Oriente.

2. Di fretta si svegliarono gli uccelli,
cantando in una forma tutta nuova.
Perfino i grilli con gli strilli
e saltando qua e là.
“È nato. È nato”,
dicevano, “il Dio che ci ha creato”.

Quanno nascette nella versione bilingue

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Per approfondimenti testuali e musicali

  • Le Canzoncine spirituali di S. Alfonso, curate da P. Salvatore Brugnano
    (testi, spartiti, esecuzioni), la n. 4 – Apri.
  • Wikipedia – Apri.
nativitapastori
Con la scusa di donare i regali i Pastori si avvicinarono piano piano. Ninno non li rifiutò, li accettò, come dire che gli mise la mano sul capo e li benedì. – Prendendo confidenza a poco a poco, chiesero il permesso alla Madonna. Si mangiarono i piedini con bacini prima, e poi quelle manine, e per ultimo, il viso e le gote.