S. Alfonso. Eternità dell’Inferno

GiubileoAlfo1

 17. Eternità dell’Inferno.

Pagine Alfonsiane sulla Misericordia

17. Eternità dell’Inferno.
♦ Se l’inferno non fosse eterno, non sarebbe inferno. Ravviviamo la fede. E’ certo che chi si danna, si danna per sempre, senza speranza d’esservi più rimedio alla sua ruina eterna. “E se ne andranno al supplizio eterno” (Mt 25.46). Chi entra in quel carcere, non può uscirne più.
♦ Almeno il misero dannato potesse lusingarsi con qualche falsa speranza e dire: Chi sa; forse un giorno Iddio si muoverà a pietà di me, e mi caccerà dall’inferno. Ma no, che l’infelice sa bene che l’inferno non ha fine, e che quelle pene che patisce ogni momento l’ha da patire, mentre Dio sarà Dio.
La morte in questa vita è la cosa che più spaventa, ma nell inferno la morte è la cosa più desiderata dai dannati. Vorrebbero morire; ma non possono morire. “Cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte li fuggirà” (Apoc. 9.6).
♦ Almeno in quel luogo di tutti i tormenti avessero chi li compatisse. No, tutti li odiano e godono della loro pena, la quale durerà per sempre, e non avrà mai fine. Suona la tromba della divina giustizia continuamente nell’inferno, e intona ai dannati: “sempre, sempre; mai, mai”.
Mio Dio, custoditemi colla vostra grazia. Povero me, se tornassi a voltarvi le spalle dopo tante misericordie che m’avete usate! Dio mio, custoditemi e non mi abbandonate a questa gran disgrazia. Caro mio Redentore, io so certo che per lo passato ho perduto la vostra grazia, e sono stato condannato all’inferno; ma non so, se voi mi avete perdonato ancora. Perdonatemi presto, Gesù mio, mentre mi dolgo amaramente di avervi offeso; e non permettete ch’io vi offenda più.
O Maria, Maria, in voi confido.
(S. Alfonso, da Via della salute, Parte prima – Meditazioni per ogni tempo dell’anno, Eternità dell’Inferno).
– Leggi tutta la meditazione.

Mio Dio, custoditemi colla vostra grazia. Povero me, se tornassi a voltarvi le spalle dopo tante misericordie che m’avete usate! Dio mio, custoditemi e non mi abbandonate a questa gran disgrazia. Caro mio Redentore, io so certo che per lo passato ho perduto la vostra grazia, e sono stato condannato all’inferno; ma non so, se voi mi avete perdonato ancora. Perdonatemi presto, Gesù mio.