S. Alfonso. Senza mai perdere tempo

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165. S. Alfonso. Senza mai perdere tempo.

Incontri di S. Alfonso con la Misericordia di Dio
(seguendo le sue biografie)

165. S. Alfonso. Senza mai perdere tempo.

♦ Arienzo 1769. – Alfonso sulle prime usciva in carrozza, perché obbligato da Medici, mattina e sera. Scrisse il 9 dicembre 1769 al suo Fratello D. Ercole: “Io sto meglio: stasera ho predicato (era giorno di Sabato): ogni mattina camino un poco con la carrozza, e mi giova assai; e [credendo avergli regalata la   carrozza soggiunse] vi ringrazio della carità che mi avete fatta”

♦ In seguito, però, lo faceva solo di sera, verso le ventitré, ma per la campagna e non mai per l’abitato.
Non volendo perdere quell’ora di tempo, mettendolo in carrozza recitava un’Ave alla Vergine, tre Gloria Patri ai Santi Protettori, e per le Anime purganti un Deprofundis. Portando con sé o il Segretario o altra persona, si faceva leggere per strada qualche vita di Santo o altre materie ecclesiastiche, che aveva per le mani; ma perché sordastro, si doveva fare a voce alta.

  • Ordinariamente arrivava in S. Maria a Vico, ivi visitava il Sacramento, ed infervorava il Popolo coi suoi santi sentimenti. Così storpio visitava ancora di persona i suoi cari infermi e carcerati.
  • Il libro si apriva uscendo di casa, e non si chiudeva che rientrando nel cortile. Questo era il solito divertimento di Monsignor Liguori. Così quasi per due anni seguitò ad uscire.
  • In seguito, benché vedesse che gli giovasse, gli cominciò a far scrupolo la spesa che si portava per cavalli e cocchiere; decise e cercò con premura che si vendessero i cavalli, e il ricavato dispensarsi ai poveri.

L’avrebbe fatto, se il Vicario Generale, i Medici e i familiari non gli avessero rappresentato la precisa necessità che aveva di uscire; e soprattutto se il P. Villani non glielo avesse proibito.

(Tannoia, Della vita ed istituto del venerabile Servo di Dio Alfonso Maria Liguori – Libro Terzo, Cap. 44)  Leggi tutto nell’originale.

Le passeggiate in carrozza 1769 – Ordinariamente arrivava in S. Maria a Vico, ivi visitava il Sacramento, ed infervorava il Popolo coi suoi santi sentimenti. Così storpio visitava ancora di persona i suoi cari infermi e carcerati. Questo era il sollievo di Monsignor Liguori. Così per quasi due anni seguitò ad uscire.