Santonicola Antonino redentorista

P. Antonino Santonicola (1914-1993) – Italia.

All’alba di venerdì 8 ottobre 1993 ha varcato la soglia della vita eterna il nostro confratello P. Antonino Santonicola. Il decesso è avvenuto nell’ospedale di Battipaglia, dove il Padre era stato ricoverato in seguito a malore avvertito nella serata del 24 settembre scorso, quando il P. Antonino si preparava alla festa ormai imminente del sessantesimo anniversario della sua Professione religiosa.

Guardando ora a come si sono realizzati i progetti di Dio, possiamo dire che P. Antonino è andato a festeggiare sull’altra sponda del fiume della vita la sua consacrazione a Cristo Redentore, del quale è stato annunciatore e servo fedele.
Ancora 5 giorni di vita e P. Antonino avrebbe compiuto 79 anni: era nato infatti a Nocera Inferiore il 13 ottobre 1914, da Pasquale e Gengo Raffaella. A 19 anni – il 29 settembre 1933 – emetteva a Ciorani la sua prima professione, mentre il 24 settembre 1939 coronava il sogno della sua vita: diventare sacerdote e missionario.

Dal giorno della sua ordinazione P. Antonino aveva messo a disposizione del Vangelo le sue energie migliori. Richiamo solo in ordine alfabetico le case nelle quali egli ha svolto il suo fecondo ministero: Ciorani, Francavilla Fontana, Morcone, Napoli, Materdomini, Pompei, S.Andrea Jonio, Scala, Teano, comunità in cui ha svolto un servizio prezioso e multiforme, concretizzatosi nei ruoli di economo, sacrista, missionario, penitenziere, superiore.

Credo che di questo confratello ci porteremo tutti l’immagine come di un uomo dai numerosi talenti, messi generosamente a disposizione della vita comune e dei poveri a cui Gesù Cristo lo ha incessantemente inviato. Mi permetto di richiamare intorno a tre o quattro punti la testimonianza che ha reso così singolare il suo passaggio su questa terra.

In P. Antonino abbiamo avuto tutti modo di riconoscere la figura del confratello saggio, laborioso, ottimista, soprattutto buono, timoroso persino di dare fastidio agli altri. Un uomo che difficilmente brontolava o sparlava dei fratelli. Un uomo pratico, capace di rendersi utile nelle cose più semplici, fosse anche la riparazione di una macchina o di un orologio.
Di P. Antonino possiamo dire anche che ha incarnato in se la figura del religioso apostolo. E Dio voglia che facciamo tesoro di questa sua eredità. Colpiva di lui il volto sempre sereno, una certa mansuetudine di fondo che faceva capo senz’altro ad uno spirito di preghiera molto vigile.

Ma P. Antonino era tutt’altro che un “monaco”. Egli è stato – tra tutti i ruoli occupati al servizio della Congregazione e della Chiesa – innanzitutto un missionario. Dio solo sa quante anime ha ricondotto a lui. Aveva un contatto immediato con la gente, che – dovunque egli è passato – l’ha rimpianto e lo rimpiange ancora oggi. Da un lato, quindi, una quotidiana familiarità col Signore nella preghiera. Dall’altro questo sentirsi mandati ai più poveri, sull’esempio di S. Alfonso. È l’unità di vita di cui oggi avvertiamo un grande bisogno, di fronte al ritmo della vita moderna, e che P. Antonino ha incarnato con grande spontaneità e naturalezza.
P. Santonicola era infine un uomo disponibile. Alle molteplici esigenze della vita della comunità locale e provinciale ha sempre detto sì. Dovunque c’era bisogno era pronto ad accorrere, e non solo in senso figurato (ricordiamo che fino agli ultimi giorni di vita ha guidato la macchina).

È sintomatico che il malessere che l’ha portato alla morte lo ha colto sulla breccia: era stato da poco trasferito da Scala (dove aveva risieduto gli ultimi 6 anni) a Teano. Ma intanto aveva pensato di recarsi a Materdomini, per rendersi utile nella pastorale del sacramento della Penitenza. All’ombra del santuario di san Gerardo è iniziato il suo ultimo tratto di strada, percorso insieme al Cristo verso il Calvario, e che si è concluso la mattina dell’8 ottobre, festa di S. Reparata, vergine e martire, sepolta nella nostra Chiesa di Teano, dove P. Antonino aveva già riseduto e dove nelle intenzioni dei Superiori – avrebbe assicurato un prezioso servizio e una gioiosa testimonianza nella nascente casa del noviziato.
P. Antonino riposa ora nella nostra cappella cimiteriale di Pagani.
La nostra preghiera accompagni verso il premio eterno questo confratello e si esprima anche nel ringraziamento al Signore che ci ha fatto godere di una così luminosa testimonianza.

P. Antonio Di Masi
Superiore Provinciale

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Dalla Lettera Circolare
del 19 ottobre 1993

P. Antonino Santonicola, figura esemplare di redentorista, confratello saggio, laborioso, ottimista, soprattutto buono, timoroso persino di dare fastidio agli altri.E' morto in attività: mentre prestava servizio di confessioni nel santuario di San Gerardo.

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Il P. Antonino Santonicola ha svolto il suo fecondo ministero in diverse Case: Ciorani, Francavilla Fontana, Morcone, Napoli, Materdomini, Pompei, S.Andrea Jonio, Scala, Teano, come economo, sacrista, missionario, penitenziere, superiore. (foto in APNR,Pagani).

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