Settembre 11 Mortificazione

11 settembre
Circa l’udito bisogna mortificarsi in non dare orecchie ai discorsi immodesti o di mormorazione o di cose di mondo, le quali, se non ci fanno altro danno, almeno ci riempiono la testa di mille pensieri e fantasie, che poi ci distraggono e ci inquietano nell’orazione e negli altri esercizi di devozione. Quando vi troverete dove fanno tali discorsi, procurate di troncarli con bel modo, proponendo per esempio qualche utile quesito e quando ciò non può riuscirvi o cercate di partirvi, se potete, o almeno tacete e abbassate gli occhi, per dimostrare il poco gradimento che avete di sentir parlare di simili materie. (S. Alfonso in La Monaca Santa, Ed. Marietti 1929, Cap. VIII, 3, n. 1.).

  • Il P. Cafaro nella sua fanciullezza avendo udito da un compagno una parola immodesta, ne arrossì e si mise a fuggire. Avendo questi ripetuta un’altra volta la stessa parola in sua presenza, fu preso da tale zelo che gli diede uno schiaffo. Poi fece il proposito di fuggire sempre simili compagnie e lo mantenne.
  • S. Alfonso essendo ancora fanciullo con i compagni dell’oratorio trascorreva alcune ore nella villa di Capodimonte. Un giorno cedendo alle istanze dei compagni prese parte anche lui al gioco e avendo vinte tutte le partite, quelli si diedero a rimproverarlo per averli ingannati: «Tu ci dicevi di non conoscere il gioco!» — esclamò uno di essi incollerito, ed aggiunse parole oltraggiose ed immodeste. «Come!» riprese Alfonso, «per poche misere monete, non temete di offendere Iddio?» E commosso fino alle lacrime, gettò per terra il denaro che aveva vinto, voltò le spalle ai compagni e disparve in un boschetto vicino.

Da “Spigolature“, a cura di P. Pompeo Franciosa, 1987

... E Alfonso, lasciati i compagni e il gioco delle bocce, si ritirò tra i cespugli a pregare e riparare le offese fatte dai compagni di gioco (Disegno di Vittoria Romeo).

Dal Calendario storico C.Ss.R.

  • 11 settembre 1732 = In una celebrazione con il SS.mo Sacramento esposto, le religiose di Scala vedono nell’ostia gli strumenti della Passione: croce, lancia e spugna, ciò che darà origine allo stemma della Congregazione.  – Anche nel quadro della Madonna del Perpetuo Soccorso si vedono la croce, la lancia e la spugna.
Un giovedì mattina, mentre in chiesa stava esposto il Santissimo Sacramento, si videro comparire nell’Ostia Sacrosanta nostro Signore morto in croce e tutti gli strumenti della passione. Chi vide in mezzo dell’Ostia gocciolare sangue, chi i chiodi, il martello, la corona di spine…. Chi una scala bagnata di sangue; altri videro un monte con una croce di colore scuro (Disegno dal CD "Appoggiata a Dio").

 

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