Vangelo e riflessione 5 dom.Quares


L’annuncio della Parola oggi

            • 1. Vangelo e riflessione
              della V domenica di quaresima.
            • 2. Video-riflessione “L’ora è arrivata” – Bologna (da Gloria TV)
            • 3. Videoriflessione sul quaresimale/4 – L’Eucaristia – GloriaTV)
            • 4. Videoriflessione sulla V dom. di quaresima di P. Gennaro Sorrentino
            • 5. Una riflessione di S. Alfonso sulla tepidezza.

“La parola di Dio dimora in voi che avete vinto il maligno” (1Gv, 2,14).

1. Vangelo della domenica – (Gv 12,20-33)
«Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto».

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

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2. Video-riflessione di don Andrea Caniato “L’ora è arrivata” – Bologna (da Gloria TV)

3. Videoriflessione di don Andrea Caniato sul Quaresimale/4: L’Eucaristia – Bologna (da GloriaTV)

4. Videoriflessione sulla V dom di quaresima di P. Gennaro Sorrentino dal santuario di San Gerardo-  Clicca sulla foto e seguilo sul suo profilo  FB.

5. Una riflessione di S. Alfonso: Pericolo che reca all’anima la tepidezza.

Asserisce S. Giovanni Crisostomo di aver egli stesso conosciuto più persone che erano dotate di molta virtù, ma che poi per non aver fatto conto delle colpe leggiere, erano cadute in un abisso d’iniquità. Il demonio quando non può aver da principio da noi il molto, si accontenta del poco la volta, mentre con quei tanti pochi più facilmente acquisterà il molto.
Niuno, dice s. Bernardo, in un subito da buono diventa scellerato; quei che poi precipitano ne’ massimi disordini, prima cominciano dai minimi. E bisogna di più intendere che quando poi cade in peccato mortale un’anima ch’è stata favorita da Dio con lumi e grazie speciali, la sua caduta non sarà una semplice caduta, dalla quale facilmente si rialzerà, ma sarà un precipizio dal quale con molta difficoltà risorgerà di nuovo a Dio.

Parlando il Signore del tepido nell’Apocalisse (3,15-16) dice: “Tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca“. – Viene a dire: meglio sarebbe per te che fossi privo della mia grazia, perché in tal caso per te vi sarebbe più speranza di emenda; ma vivendo tu nella tua tepidezza, senza pensiero di emendarti, incipiam te evomere, io comincerò a vomitarti, cioè ad abbandonarti, poiché quel cibo che si vomita, si ha orrore a trangugiarlo di nuovo.
Dice di più un autore che la tepidezza è una febbre etica [tisica], la quale non molto spaventa, perché appena si conosce; ma ella è così maligna, che difficilmente da lei alcuno si guarisce. Il paragone è molto proprio, poiché la tepidezza rende l’anima insensibile a’ rimorsi di coscienza, onde avverrà, che siccome ella si fa insensibile a’ rimorsi de’ peccati veniali, così col tempo si renderà insensibile a’ rimorsi de’ mortali.

Veniamo al rimedio. È difficile per altro che un tepido si emendi, ma vi sono i rimedj per chi li vuole abbracciare. E quali sono?
Per 1. bisogna che il tepido desideri di vedersi libero da uno stato così miserabile e pericoloso, come abbiamo veduto: altrimenti, se non ha di ciò un vero desiderio, non si sforzerà mai a prenderne i mezzi.
Per 2. bisogna che si risolva a toglier le occasioni delle sue cadute, altrimenti tornerà sempre agli stessi difetti.
Per 3. bisogna che preghi istantemente il Signore a sollevarlo da tale stato. Egli colle sue forze non potrà niente, ma potrà tutto coll’aiuto di Dio il quale ha promesso di esaudir chi lo prega. Bisogna pregare, e seguitare continuamente a pregare; se lasceremo di pregare, di nuovo saremo vinti; ma se seguiremo a pregare, resteremo vincitori.

Leggi tutto il sermone di S.Alfonso.