Vangelo e riflessione Domenica 32 TOC

TO-32 L’annuncio della Parola oggi

            • 1. Vangelo e riflessione della Domenica 32ª del Tempo Ordinario-C: “Dio non è dei morti, ma dei viventi”.
            • 2. Videoriflessione – di padre Giuseppe De Nardi – da Gloria.TV.
              2b. I morti risuscitano – di donline – da Gloria.TV.
            • 3. Papa Francesco: Chi prende tangenti, dà pane sporco ai figli – da Gloria.TV.
            • 4. Padre Pio e Natuzza Evolo: due mistici, un messaggio – Il dolore si fa gioia – da Gloria.TV.
            • 5. Una riflessione di S. Alfonso: Il desiderio del Paradiso.

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“La parola di Dio dimora in voi che avete vinto il maligno” (1Gv, 2,14).

1. Vangelo della domenica –  (Lc 20,27-38)
“Dio non è dei morti, ma dei viventi”.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

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Un consiglio per non bloccarsi: aprirli uno per uno e lasciarli terminare.

2. “Dio non è dei morti, ma dei viventi”. – di padre Giuseppe De Nardi, parroco di Tiberiade (dur. 6,34) – da Gloria.Tv.

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2b. I morti risuscitano – di donline (dur. 4,30) – da Gloria.Tv.

3. Papa Francesco: Chi prende tangenti, dà pane sporco ai figli – di Viva il Papa (4,22)- da Gloria.TV.

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4. Padre Pio e Natuzza Evolo: due mistici, un messaggio – Il dolore si fa gioia – di gioiafelice (dur. 34,35)

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5. Una riflessione di S. Alfonso: 1758 – Il desiderio del Paradiso.

In questa terra la maggior pena che affligge le anime che amano Dio, e sono in desolazione, è il timore di non amare e di non essere amate da Dio. Ma nel paradiso l’anima è sicura ch’ella ama Dio, e ch’è amata da Dio; vede ch’ella è felicemente perduta nell’amor del suo Signore, e che il Signore la tiene abbracciata come figlia cara, e vede che quest’amore non si scioglierà mai più in eterno… Vedrà specialmente la pazienza che ha avuta Dio in sopportarla dopo tanti peccati, e le misericordie che le ha usate, donandole tanti lumi e tante chiamate d’amore.
Sempre dunque il beato godrà quella felicità, che per tutta l’eternità in ogni momento gli sarà sempre nuova, come se quel momento fosse la prima volta in cui la godesse. Sempre desidererà quel gaudio, e sempre l’otterrà: sempre contenta, sempre sitibonda: sempre sitibonda, e sempre saziata; sì, perché il desiderio del paradiso non porta pena, e il possesso
Quando dunque ci affliggono le croci di questa vita, confortiamoci a sopportarle pazientemente colla speranza del paradiso. S. Filippo Neri, essendogli offerta la dignità cardinalizia, buttò la berretta in aria dicendo: «Paradiso, paradiso».
Così parimenti ancora noi, quando ci vediamo angustiati dalle miserie di questa terra, alziamo gli occhi al cielo e consoliamoci, sospirando e dicendo: «Paradiso, paradiso».

(da Apparecchio alla Morte,  Considerazione XXIX – Del Paradiso – Punto III)
Leggi tutto il Punto.

Grande commozione per l'immagine di Papa Francesco che, prima dell'udienza generale del 6 novembre, ha abbracciato e baciato un uomo sfigurato dalla grave malattia chiamata neurofibromatosi. Il Papa si è avvicina all'uomo sfigurato dalla malattia, lo ha abbracciato, poggiando le labbra e le mani sui punti di maggior deturpamento. - Così Papa Francesco ha abbracciato lo stesso Cristo.
Grande commozione per l’immagine di Papa Francesco che, prima dell’udienza generale del 6 novembre, ha abbracciato e baciato un uomo sfigurato dalla grave malattia chiamata neurofibromatosi. Il Papa si è avvicinato all’uomo sfigurato dalla malattia, lo ha abbracciato, poggiando le labbra e le mani sui punti di maggior deturpamento. – Così Papa Francesco ha abbracciato lo stesso Cristo.