Redentoristi Mondo Italia Cortona 2013

p style=”text-align: center;”> Redentoristi d’Italia
2013 – Ripensando la Missione – Incontro di formazione.

______________

 Redentoristi d’Italia
“Ripensando la missione”, Incontro Formativo – Cortona 14-18 gennaio 2013
di P. Antonio Cirulli.

In consonanza con la Chiesa universale, che ha celebrato il Sinodo dei vescovi sulla Nuova Evangelizzazione nello scorso ottobre, e per una spinta interna della Congregazione, che da diversi anni sta portando avanti un cammino di rinnovamento in vista di una evangelizzazione più rispondente alle esigenze dei tempi, i redentoristi d’Italia si sono dati appuntamento a Cortona dal 14 al 18 gennaio 2013.
I Redentoristi hanno come ragion d’essere la stessa missione della Chiesa, e cioè l’evangelizzazione. Si trovano quindi in sintonia con la Chiesa che prende sempre più consapevolezza della necessità di annunciare nuovamente il Vangelo, soprattutto ai popoli di antica tradizione cristiana.

P. Pedro Lopez Calvo: tre relazioni
Siamo stati chiamati a riflettere sull’annuncio del Vangelo che proclamiamo attraverso la missione al popolo, aiutati da p. Pedro Lopez Calvo, Provinciale dei redentoristi di Spagna, già per tanti anni responsabile dell’équipe missionaria spagnola.

Dopo averci spiegato che il tema della ri-evangelizzazione dei popoli occidentali ha una sua storia che risale già agli anni 30-40, il relatore ci presenta i suggerimenti che dal Sinodo vengono rivolti alla Chiesa: un invito a situare la missione al centro della vita della Chiesa e a dare un volto missionario alle parrocchie. Noi crediamo che la Missione al popolo sia uno strumento che possa rispondere alle esigenze della N.E. e che si situa nelle indicazioni della Chiesa.
Infatti, l’Evangelizzazione continua ad essere il cuore della Congregazione; le missioni popolari si inseriscono nei Piani Pastorali diocesani e parrocchiali, mettono in stato di evangelizzazione, pongono l’accento sull’essenziale: il Kerygma, favoriscono una esperienza di fede e una conoscenza della dottrina, avvicinano la Parola di Dio al popolo attraverso una predicazione semplice e simbolica, fanno sentire la stessa Chiesa ai poveri ridandole credibilità, danno vita a piccole comunità, ecc.
Tuttavia, fa notare il relatore, la missione redentorista è chiamata a riflettere su quale modello di Chiesa veicola la nostra predicazione, sui linguaggi che utilizziamo, sulla padronanza dei nuovi mezzi di comunicazione, sulla capacità di lavorare insieme ai religiosi e ai laici, e sulla necessità di offrire progetti ai giovani e alle famiglie; si avverte anche il bisogno di rinnovare i metodi e il materiale di animazione e di accompagnamento. Tutte queste considerazioni sono state ulteriormente sviluppate nel dibattito appassionato che ne è seguito.

Nella seconda relazione, p. Pedro ci ha condotti a pensare su come essere missionari redentoristi in Europa. Questa non è solo una realtà politica, economica, ma soprattutto culturale: «L’Europa è più che un continente; è una concezione della vita fondata su principi umanistici e cristiani» (J. Carlos I°); una comunione di popoli che condividono un patrimonio comune: forte eredità cristiana, i valori dell’indipendenza e della libertà, l’universalità della dignità umana. Ma l’Europa è anche attraversata da autonomia laicista nel campo sociale e politico, da forte individualismo e relativismo, ed è interessata dalla presenza di diverse religioni… Insomma una situazione culturale dove deve trovare posto anche l’evangelizzazione.
Lo stesso Sinodo non nasconde le difficoltà dell’evangelizzazione in Europa, dove assistiamo a un crescente secolarismo, a volte persino aggressivo; ad una ostilità religiosa; ai veloci processi della globalizzazione e della secolarizzazione. Eppure questo mondo continua ad essere creazione di Dio, e la Chiesa deve stare accanto ai migranti, dare risposte ai problemi scottanti della famiglia, rendere i giovani non solo destinatari ma protagonisti della N.E., la quale non può ignorare il dialogo tra fede e scienza.
In questo contesto, i redentoristi vogliono annunciare un cristianesimo di autostima, consapevole, di guarigione, lungimirante, che possa far dire che essere cristiano è la cosa migliore che possa capitare. Gesù Cristo deve tornare ad essere la buona notizia. tra gli uomini e le donne del nostro continente. Sono perciò necessarie nuove forme di evangelizzazione, e queste devono essere realizzate insieme.
Occorre un discernimento accorto per distinguere quali sono i poveri più abbandonati, occorre acquistare una mentalità europea perché è la Conferenza a dare le priorità alle varie Unità della Congregazione, priorità che sono le stesse individuate dal Sinodo dei Vescovi. La Conferenza d’Europa ha esposto già i contenuti essenziali della N.E., le strategie pastorali e le forme di azione missionaria.
P. Pedro, poi, ci ha messo al corrente di come si realizza la missione al popolo in Spagna, delineandone la natura e le finalità, gli obiettivi specifici, i criteri, la pedagogia, i mezzi, le tappe. Abbiamo apprezzato la intensità e anche alcune novità rispetto alla nostra metodologia. Ulteriori chiarimenti sono stati forniti durante il dibattito che ne è seguito.

Nella terza relazione è stato messo a fuoco il tema della collaborazione dei Laici. Si riconosce che è una priorità nella Congregazione. Il relatore ci dimostra come la collaborazione dei laici viene dal nuovo modello di Chiesa-comunione, popolo di Dio, missionaria tutta intera. Di qui la condivisione della missione della Chiesa con tutti i battezzati. L’evangelizzazione è più efficace e luminosa quando si mettono insieme i carismi. Il nostro carisma non appartiene solo a noi religiosi; è bene aprirci all’aria nuova che portano i laici. Ma la partecipazione dei laici deve avvenire nel rispetto della loro identità.

La Congregazione ha istituito nel 1991 la figura del Missionario Laico Redentorista, ma c’è ambiguità e confusione di fronte alla nuova terminologia, e c’è difficoltà a capire cosa significhi e cosa comporti condividere la spiritualità redentorista con loro. Nel Capitolo Generale del 2009 si sono tracciati tre modelli di associazione: quelli che condividono la nostra spiritualità; quelli che si associano per la missione; quelli che vogliono condividere la Vita Apostolica. Nella Conferenza, all’interno del Segretariato per la Vita apostolica, è stata istituita una Commissione per la missione condivisa per affrontare le relative problematiche.
P. Pedro ci ha descritto, inoltre, il lavoro e i risultati, di un lungo cammino di collaborazione con i Laici, che parte almeno dal 1992 e ha portato alla costituzione di un gruppo di Missionari Laici che dipendono dal Provinciale: essi fanno la scelta pubblica e definitiva di appartenere alla Congregazione, partecipano ad un processo istituzionale di formazione, le case sono aperte a loro ed anche essi aprono le loro case ai nostri, partecipano almeno ad una missione all’anno, fanno parte dell’équipe missionaria, del Segretariato, indispensabili nella pre e post missione. Sono talmente indispensabili, che si accettano missioni popolari solo se vengono coinvolti anche i laici della parrocchia.

P. Lorenzo Fortugno: La missione redentorista in Italia
La quarta relazione l’ha tenuta p. Lorenzo Fortugno, superiore di Schiavonea (CS). A lui il compito di raccontare La missione redentorista in Italia: le speranze e le nuove proposte. Anche nel nostro paese sono presenti i fenomeni del nuovo ateismo, si diffonde l’indifferenza, non si riconosce sempre la dignità umana, crescono i non-battezzati… È terra di prima evangelizzazione, perché nonostante tutto si sente la nostalgia del Totalmente Altro! Ci sono quelli che dicono: «Ti sentiremo un’altra volta!», ma ci sono anche di quelli che dicono: «Vogliamo vedere Gesù».
In questo ambiente di povertà economica e spirituale i redentoristi devono evitare ogni fondamentalismo e trionfalismo, non possono più supporre la fede, devono cercare i lontani dove vivono e lavorano (se lavorano!). Siamo in piena prima evangelizzazione.
Tra gli obiettivi che si devono proporre c’è quello di sviluppare la collaborazione con i laici, senza ridurli a manovalanza, ma conducendoli a condividere pienamente la nostra spiritualità e carisma; dobbiamo educarci alla spiritualità missionaria; ricordarci che formarsi e informarsi è un dovere permanente; che la missione non è un fatto occasionale o folkloristico, ma la certezza che senza Dio si è più poveri. Se le missioni sono diminuite, non dimentichiamoci che siamo sempre missionari in ogni luogo dove ci troviamo.
P. Lorenzo, ci ha poi messo a conoscenza cosa fanno a Schiavonea per stare vicino ai più poveri ed essere motivo di speranza per loro.

P. Vito Lombardi: Modello di missione
Nella quinta relazione, P. Vito ci presenta il Modello della missione al popolo, tra il vecchio e nuovo. Facendo tesoro dell’esperienza passata, ci illustra un Progetto provvisorio di Missione popolare più articolato, e arricchito di nuovi suggerimenti metodologici, sul quale siamo invitati a confrontarci quanto prima per giungere ad una stesura condivisa e definitiva.

P. Provinciale Gianni Congiu
Nell’ultimo intervento Da che parte andare. Tentativo di verifica. Suggerimenti per il presente e per il futuro, il P. Provinciale ricorda a tutti che il punto di partenza per dove andare, cosa e come fare, ci sono stati indicati dalla Conferenza europea: non si naviga al buio. I contenuti, i metodi e le strategie che ci ha offerto la Conferenza, sono un riferimento imprescindibile per ogni Progetto Pastorale Provinciale. P. Gianni poi ci ha detto che il prossimo Meeting può essere considerato come un momento qualificante dell’evangelizzazione giovanile, rispondendo ad una delle priorità della Conferenza, essendo una missione ai giovani e dei giovani alla gente del paese di San Sperate.
Articolo tratto dal Bollettino della Provincia Romana, febbraio 2013
Vai al sito web.

Italia – Cortona 14-18 gennaio 2013 – All’annuale incontro formativo dei missionari i partecipanti rimangono veramente soddisfatti per i contenuti trattati e per la squisita accoglienza offerta dall’Oasi Newman, un tempo sede gloriosa dello studentato redentorista.