S. Alfonso. Il giorno dei conti

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6. Il giorno dei conti.

Pagine Alfonsiane sulla Misericordia

6.  Il giorno dei conti.
(Bisogna preparare i conti prima che venga il giorno dei conti)

Il tempo della morte non è tempo atto per apparecchiarsi a ben morire; per ben morire e con pace, bisogna trovarsi apparecchiato prima della morte. Non è tempo allora di togliere dall’anima i mali abiti radicati, di sveller dal cuore le passioni dominanti e di estinguer l’affetto ai beni della terra.
In morte si fa notte, non ci si vede più, onde niente più si può fare. Il cuore indurito, la mente ottenebrata, la confusione, lo spavento, l’ansia di sanare, rendono quasi impossibile l’aggiustare in morte una coscienza imbrogliata di peccati. Allora quel ch è fatto, è fatto. Se la persona si mette a letto in grazia di Dio, in grazia morirà: ma se si mette in peccato, in peccato morirà…
“Il tempo ormai si è fatto breve” (1Cor 7, 29) . Così ci avvisa l’Apostolo, è breve il tempo, che ci resta di aggiustare i conti. Per tanto ci avverte lo Spirito Santo: “Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado” (Qo. 9,10). Quel che puoi far oggi, non aspettare a farlo domani: perché quest’oggi passa, e domani forse verrà la morte, che ti chiuderà i passi a fare alcun bene e a rimediare al male fatto. Poveri noi se la morte ci troverà anche attaccati al mondo !
Ah mio Signore, e quanti anni son vissuto lontano da voi ! E come voi avete potuto avere tanta pazienza con me in aspettarmi e chiamarmi tante volte a penitenza! Ve ne ringrazio, mio Salvatore, e spero di venire in cielo a ringraziarvene in eterno. “Canterò senza fine la Misericordia del Signore” (cf Sal 88, 2).
Gesù mio, datemi la santa perseveranza. Maria, madre mia, ottenetemi l’esser fedele a Dio.
(S. Alfonso, da Via della salute, Parte prima – Meditazioni per ogni tempo dell’anno, Bisogna preparare i conti).
– Leggi tutta la meditazione.

Ah mio Signore, e quanti anni son vissuto lontano da voi ! E come voi avete potuto avere tanta pazienza con me in aspettarmi e chiamarmi tante volte a penitenza! Ve ne ringrazio, mio Salvatore, e spero di venire in cielo a ringraziarvene in eterno. “Canterò senza fine la Misericordia del Signore” (cf Sal 88, 2).