versi di P. Gaspare Caione, redentorista
musica di Antonio Saturno, oblato redentorista


Il panorama della musica sacra contemporanea trova una delle sue vette più toccanti nello Stabat Mater di Antonio Saturno, composto nel 2023. Quest’opera non è una semplice esecuzione liturgica, ma una rappresentazione cruda e viscerale del dolore di Maria ai piedi della Croce, capace di far vibrare le corde più profonde dell’animo umano.
Interpreti
Anna Paola Troiano – soprano
Tommaso Castello – tenore
Andrea Montella – violino I
Alfonso Comunale – violino II
Giulio Piccolo – viola
Angelo Spinelli – violoncello
Giuseppe Di Martino – contrabbasso
Salvatore Esposito Ferraioli – tiorba
L’Eredità di Sant’Alfonso e la Sensibilità Redentorista
Note critiche di Salvatore Esposito Ferraioli
Lo Stabat Mater di Antonio Saturno (nato a Vico Equense – Napoli – nel 1980) è un’opera di intensa sensibilità redentorista che mette in musica il dolore di Maria. Basata su una parafrasi poetica di Gaspare Caione, la composizione punta a suscitare la compassio attraverso un linguaggio patetico e coinvolgente. La struttura si evolve dalla sofferenza fisica di Cristo all’interiorità della Vergine, culminando nel contrasto tra il sacrificio divino e l’indegnità umana
I modelli di riferimento sono espliciti:

- Alfonso Maria de Liguori: Il Padre Fondatore, le cui opere pittoriche, letterarie e musicali influenzano direttamente la struttura estetica del brano.
- Gaspare Caione: Il testo utilizzato non è la classica sequenza di Jacopone da Todi, ma una parafrasi poetica composta dal padre redentorista Gaspare Caione, pubblicata a Napoli nel 1802.
Una Scena Visiva in Musica
Il testo di Caione, intonato da Saturno, costruisce immagini di una concretezza quasi fotografica:
- L’Umanità di Cristo: Gesù è descritto come “il suo Diletto” che pende dalla croce, enfatizzando la sua dimensione fisica e umana attraverso l’amore materno.
- Il Cuore di Maria: L’attenzione si sposta sull’interiorità della Vergine, trafitta dalla simbolica “spada del dolore”.
- Il Sacrificio per l’Umanità: Il finale introduce il drammatico contrasto tra il sacrificio sublime di Cristo e la condizione dell’uomo “indegno” e peccatore.
“L’autore mira a suscitare partecipazione affettiva al dolore della Vergine, secondo una sensibilità tipica della devozione alfonsiana.”
L’Innovazione Formale: Il Duetto Soprano e Tenore
La genialità della composizione di Antonio Saturno risiede nella scelta dell’organico: un intreccio di voci tra soprano e tenore.
- Il Soprano incarna la Vergine Maria, affranta e mesta.
- Il Tenore rappresenta l’Umanità, inizialmente sconvolta e poi portata a riconoscersi peccatrice.
Questa struttura richiama la forma del duetto amoroso, ma trasfigurata in senso spirituale. I due protagonisti non cantano l’uno per l’altra, ma convergono verso un terzo personaggio assente nella voce ma onnipresente nel senso: il Cristo appassionato.
Il Linguaggio Sonoro del Dolore
Dal punto di vista tecnico, lo Stabat Mater di Saturno utilizza un lessico musicale di forte impatto:
- Intervalli aspri e tensioni dissonanti per tradurre la lacerazione interiore.
- Movimenti cromatici discendenti che evocano il pianto e l’angoscia.
- Un finale che, invece di cercare la pacificazione, amplifica ulteriormente il pathos, lasciando l’ascoltatore immerso nel mistero del dolore.